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Zingaretti: più welfare per più sicurezza
«Sì ai soldati, ma rafforziamo il sociale»

La battaglia per la sicurezza deve procedere di pari passo alla lotta all'insicurezza. Un gioco di parole che riassume la linea del presidente della Provincia Nicola Zingaretti, convinto che «non sia possibile ridurre la questione solo a un fatto di ordine pubblico» ma che sia «necessario aggredire alla radice i motivi profondi della percezione di insicurezza diffusa».

Il rapporto Eures parla chiaro, ricorda il presidente. La sicurezza occupa solo il terzo posto nella classifica delle preoccupazioni dei cittadini, dopo l'emergenza lavoro e il carovita: «Sono percezioni legate tra loro, legate alla paura del futuro». Da qui quella che l'inquilino di Palazzo Valentini chiama «la politica a due gambe». Per cui: sì a un lavoro incisivo delle forze dell'ordine «anche contro la criminalità organizzata, per far sentire più presente lo Stato», sì al Patto per Roma sicura «per il quale abbiamo fatto la nostra parte», sì infine ai militari nelle stazioni («non ho nulla in contrario, anzi lo trovo positivo: così si liberano forze dell'ordine»). Ma sì anche - e soprattutto - all'altra «gamba», e cioè a politiche sociali poderose. Perché «si possono mettere i soldati anche sui pianerottoli dei condomini» ma quello che conta davvero è ciò che si percepisce all'interno delle porte di casa, lascia intendere Zingaretti, ricordando il «Patto per la povertà» che ha proposto ad Alemanno, a Marrazzo e al Governo. «Se nella Finanziaria non si penserà anche a quest'aspetto» aggiunge, il prossimo Rapporto Eures non sarà più roseo. «Le politiche sociali dunque - conclude - sono la priorità nella lotta per la sicurezza». Zingaretti ha toccato inoltre il tema della Città metropolitana, ricordando come «ormai tra Capitale e hinterland ci sia interdipendenza». Ma, soprattutto a livello di urbanistica e attività produttive (in particolare la costa, che «non deve essere una periferia ma una risorsa») c'è ancora molto da fare. Ecco perché è necessario realizzare «la Città metropolitana, così come è scritto nella Costituzione: un governo d'area vasta, con più poteri, anche legislativi, che serve a Roma e serve al suo circondario. Lo scopo è superare la Provincia per creare un ente nuovo, con un suo presidente da eleggere. Non faccio campanilismi - conclude l'inquilino di Palazzo Valentini - la sua sede potrà essere il Campidoglio». Gab. San.

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05/07/2008










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