Mi impegnerò a portare avanti il
disegno per il distretto federale di Roma capitale e sarò,
in questo senso, ambasciatore di questo progetto per il
Comune di Roma». Verso la conferma in Sala Bandiere poi,
Sergio Marchi (Trasporti), Sveva Belviso (Scuola o
Sociale), Fabio De Lillo (Ambiente), Davide Bordoni
(Commercio), Alfredo Antoniozzi (Patrimonio o Personale). I
«tecnici» alla Cultura, Umberto Croppi, al Bilancio (Andrea
Monorchio o Ezio Castiglione, ex capo gabinetto di Alemanno
al ministero dell'Agricoltura).
Ma al di là degli
incontri più o meno ufficiali, intorno al totogiunta si
muove un quadro politico che va ben al di là del singolo
nome o della quota di una corrente piuttosto di un'altra.
Il dilemma è tutto al centro. E se la Rosa per l'Italia di
Mario Baccini ha sigillato l'altro ieri il sostegno ad
Alemanno per «cambiare Roma», cosa che farà con una o più
rappresentanze nelle aziende capitoline, resta da capire
dove andrà l'Udc. I colleghi del Pdl del capogruppo
uscente, Dino Gasperini, lo nominano spesso tra i corridoi
con parole di stima e di rammarico per non averlo in
giunta. Ma non è detto. Nell'attesa del congresso di
settembre l'Udc, che paradossalmente si ritrova
all'opposizione dello schieramento di cui fino a pochi mesi
fa ne era parte significativa, potrebbe ottenere una delega
come «segno di pacifica convivenza». Diversi i contatti
avuti in questi giorni e, se dovesse sfumare per
opportunità politica un posto nel governo comunale,
sarebbero già assicurati diversi assessorati nelle piccole
giunte municipali.
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11/05/2008