Il re di Svezia
Gustavo V partecipava ai primi tornei sotto lo pseudonimo
di Mister G, membri dell'aristocrazia come Uberto dè
Morpurgo e Giorgio Guglielmi incrociavano le loro racchette
sui primi campi del circolo per lasciare il posto a chi
subito dopo avrebbe scritto la storia del tennis nostrano.
Giulio e suo figlio Nicola Pietrangeli mossero quì i primi
passi, Giovanni Palmieri si conquistò la stima dei soci.
Erano anche gli anni di Carlo Palombelli, oggi suocero
di Francesco Rutelli, del maestro Bartoni e di Ascenzio
Panatta, custode della casina e padre di Adriano. Sui campi
del Parioli si fece strada Silvana Lazzarino che con il suo
tennis aggraziato e intelligente aveva conquistato i primi
soci del circolo e che nel '64 aveva già vinto 7 titoli
assoluti nel singolare e 2 nel doppio con l'altrettanto
brava Lea Pericoli. Corrado Barazzutti, attuale c.t. della
nazionale, Adriano Panatta e la tribù dei Meneschincheri
spiccarono il volo proprio sulla terra rossa del Parioli.
V.L.R.
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10/05/2008