Correva l'anno 1906, è questo di solito l'incipit
delle storie più affascinanti.
Tra la via Flaminia e
Villa Glori sorgeva un piccolo prefabbricato di legno dove
sei giovanotti si ritrovarono a misurare il terreno per far
nascere il circolo. In una baracca di 40 metri compresi di
spogliatoio con docce fredde e spifferi ovunque, prese vita
il club, primo ed unico sodalizio ad accogliere anche le
signore. Attorno alla sgangherata casina di legno sorsero 4
campi e su questi i più grandi campioni della storia
tennistica italiana. Riccardo Sabbadini fu in assoluto il
primo vero tennista del Parioli. Con il più bel rovescio
d'Italia, fu lui a favorire l'iscrizione di Giorgio De
Stefani e poco dopo fu la volta di Clemente Serventi.
Tra i pionieri del circolo ci fu l'alfiere del tennis
italiano Uberto dè Morpurgo a cui è stato intitolata la via
dove oggi sorge il circolo. L'era del barone triestino
iniziò nel 1925 e terminò qualche anno dopo quando venne
battuto in Coppa Davis dalla Gran Bretagna. Intanto una
nuova stella cominciava a brillare, dopo gli esordi in
Tunisia il nome di Nicola Pietrangeli era già sulle bocche
di tutti.
A lui si deve anche l'inizio della
tradizione calcistica del Parioli perché nel 1949, insieme
con un gruppetto di amici, si mise in testa di costruire un
campo di calcio sul centrale del vecchio Tennis Club
Parioli, con 2 porte fatte da un falegname amico. Detto
fatto, il '50 fu l'anno del primo torneo ufficiale.
Con
le Olimpiadi del 1960 a Roma, il Circolo fu costretto a
lasciare la sua storica sede e a trasferirsi in uno spazio
verde confinante con Villa Ada, scelta felicissima perché
in quell'area, circondata dal verde, sorge ancora oggi il
Tennis Club Parioli con i suoi 1400 iscritti. Da lì
successi a non finire, primo fra tutti la vittoria della
Coppa Davis nel 1976. Nicola Pietrangeli, Adriano Panatta,
Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli difesero i colori del
circolo nel mondo.
Giornata memorabile con la foto in
bianco e nero che tuttora spadroneggia nella club house,
insieme a molte altre che hanno immortalato le innumerevoli
vittorie degli azzurri nati e cresciuti al Parioli. Anche
il gentil sesso ha lasciato un marchio indelebile nella
storia del circolo. Dalla de Bellagarde, a Silvana
Lazzarino, dalla Belladonna a Roberta Vinci, la presenza
femminile ha costituito fin dagli albori il tratto
distintivo del sodalizio e molti trofei sono arrivati
proprio grazie all' abilità delle ragazze. L'armonia tra
uomini e donne che ha visto nascere anche coppie di sposi,
lo stare bene insieme uniti da una carnale passione per il
tennis, l'allegria dei doppi misti, è stato questo a far
diventare il Tennis Club Parioli quello che è ancora oggi,
una famiglia legata da una tradizione tennistica ormai
indistruttibile.
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10/05/2008