Ma la vera
rivoluzione riguarda i presìdi sanitari. L'idea della
Regione Lazio targata Marrazzo è quella di diminuire i
posti letto nei nosocomi, chiudere le strutture che non
sono fondamentali (a cominciare dal Forlanini le cui
attività saranno spostate al vicino San Camillo) e
risparmiare sulla spesa farmaceutica.
A fronte di
queste riduzioni, in ogni distretto (sostanzialmente ogni
Municipio di Roma) aprirà un punto di primo soccorso. Una
sorta di «centrale» unica che ospiterà un presidio
sanitario e una sede dell'Ares 118. Un programma che
includerà anche il resto della regione.
Insomma,
piuttosto che «ingolfare» gli ospedali, i laziali potranno
ottenere assistenza a due passi da casa. Ovviamente i
pazienti giudicati codici gialli o rossi (cioè con
patologie gravi) saranno trasportati nei nosocomi. Inoltre,
sarà modificata anche l'assistenza domiciliare. In un'altra
delibera approvata ieri si prevedono nuovi criteri: sedi
operative attrezzate, servizi di trasporto e personale
qualificato.
L'assessore regionale alla Sanità, Augusto
Battaglia, spiega il piano: «Da ora al 31 luglio ci sarà
una profonda riorganizzazione. Nei prossimi mesi l'Agenzia
di Sanità Pubblica e il 118 prepareranno un programma per
decidere le aree in cui sistemare i presìdi. In ogni caso
ci sarà un punto di primo soccorso, operativo 24 ore su 24,
in ogni distretto. Siamo sulla strada giusta - continua
Battaglia - I posti letto negli ospedali si possono
tagliare soltanto se si riequilibra il sistema e se non
calano le attività sanitarie. I nuovi presìdi miglioreranno
i servizi e, soprattutto, saranno dislocati in modo attento
sul territorio».
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09/05/2008