Sono un tipo diretto,
schietto e se oggi sono contento di ciò che sono lo devo al
rugby e ai suoi valori.
2 Ho realizzato un sogno, Roma
- almeno per ora - è il posto ideale per allenare. Il mio
club ha storia e tradizione, ho un gruppo forte e la città
è meravigliosa. Non si può volere di più.
3 Intanto,
dico che un buon allenatore senza una buona squadra è
nulla. Sono molto contento del gruppo di giocatori che
alleno e il modo in cui abbiamo vinto il girone mi dà
ragione. Io ho solo cercato di dare delle regole e un
sistema per farle rispettare, la maggior parte del merito è
dei giocatori. Inoltre, abbiamo intorno un ambiente che ti
dà sicurezza grazie alla tradizione del club, alla
competenza di tutti coloro che fanno parte
dell'organizzazione.
4 Per quel che riguarda Eugenio lo
stimo molto e lo rispetto per i risultati che ha già
raggiunto e per come lavora. Ha dimostrato il suo valore
anche a Roma e, a parte domenica prossima, gli auguro di
continuare così. In generale, il rugby ti insegna a
rispettare tutti e a non temere nessuno. Con la nazionale
ho giocato contro gli All Blacks prendendo più di 70 punti.
Avrebbero potuto fermarsi a 30 o a 40 ma in quell'occasione
ho capito che il miglior rispetto per l'avversario è non
risparmiargli nulla.
5 Il mio desiderio è allenare la
Rugby Roma in Super10 l'anno prossimo! Abbiamo tutto per
riuscirci, squadra, società, stadio, storia. Del resto, il
movimento romano in una piazza come questa merita almeno
due squadre nella massima serie. Il successo dei settori
giovanili e la crescita delle società lasciano intravedere
un futuro bellissimo.
6 Per me lo sviluppo è nelle
Selezioni. Speriamo che il progresso vinca rispetto alla
voglia di coltivare ciascuno il proprio orticello.
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09/05/2008