È il caso dello scalo di
Palidoro, che serve oltre 10 mila utenti e che è totalmente
privo di personale. Nemmeno un capostazione nè una
biglietteria per viaggiatori in cerca di assistenza. Tanto
che le lamentele sulla recente rottura delle macchinette
vidimatrici sono indirizzate obbligatoriamente al bar
vicino la stazione, che funge anche da botteghino e da
toilette visto che i bagni della fermata sono chiusi a
chiave.
Ma a rendere più angosciante il ritorno verso
casa dei pendolari è il sottopasso, percorso obbligato per
recarsi ai due parcheggi. «Se sono costretta a viaggiare di
sera il tunnel lo attraverso di corsa o seguo altri
passeggeri», racconta Silvia, studentessa alla Sapienza.
Una volta arrivati alla macchina non è detto però di essere
al sicuro. Se infatti il parcheggio verso l'Aurelia è
situato tra le case, quello su cui il Comune lavora per
l'ampliamento dei posti auto, è in aperta campagna e vicino
ad una fabbrica abbandonata.
«Ci sono stati diversi
episodi di vandalismo - spiega Manuele, dipendente
aeroportuale - vetri spaccati e auto danneggiate da bande
di teppisti. Questa è terra di nessuno la sera, anche se le
forze dell'ordine fanno il possibile e passano spesso».
A Maccarese la situazione non è migliore. Il bar della
stazione, conoscendo la situazione del quartiere dove i
furti sono frequenti, si è premunito pagando una ditta
privata per la vigilanza notturna, mentre i pendolari
denunciano la presenza di un senzatetto che in pratica vive
nel parcheggio. L'ultimo treno in arrivo è a mezzanotte ma
i viaggiatori cercano di evitare la struttura di notte.
«Calcolando che devo sempre lasciare l'auto lontana perché
i parcheggi sono pochi - spiega Nora, 22enne universitaria
- non frequento lezioni il pomeriggio tardi in modo da non
tornare la sera. Qui già di giorno girano brutte facce, ma
di notte ho paura, le case sono lontane e non c'è nessuno
in giro a cui chiedere aiuto».
La voce registrata
dell'altoparlante di Palidoro avvisa che ci sono telecamere
puntate sulla stazione: la domanda è se qualcuno le guardi
e se farebbe in tempo a intervenire in caso di
emergenza.
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07/05/2008