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Roma

Grazia Maria Coletti g.coletti@iltempo.it Non ce l'ha fatta ...

Grazia Maria Coletti
g.coletti@iltempo.it
Non ce l'ha fatta a voltarsi dall'altra parte, a far finta di niente, a continuare per la sua strada come se nulla fosse. Ed è stato picchiato dai baby bulli che molestavano due ragazze in attesa dell'autobus, che non gli hanno perdonato di non essersi fatto i fatti suoi.


L'ha pagata cara un cinquantenne intervenuto in difesa di due ragazze che potevano essergli figlie. L'uomo è stato prima colpito con un pugno, e poi afferrato per il collo e sbattuto con la testa contro un muretto al capolinea del 44, nel piazzale davanti a via Camillo Montalcini, a Villa Bonelli, zona residenziale tra Portuense e Magliana. Nonostante la brutale aggressione, l'uomo non è in pericolo di vita. Le sue condizioni non sono state giudicate gravi dai sanitari del San Camillo, l'ospedale di prossimità dove è arrivato in ambulanza. Ma quel che è successo ieri pomeriggio, poco dopo le sei, a due passi dalla sede del Municipio XV, e a pochi metri dall'ingresso principale del parco di villa Bonelli, meta di crocchi di ragazzi, e forse anche di un «giro di droga» sospettano da tempo i residenti, fa capire quanto sia diventato rischioso, anche solo tentare di schierarsi dalla parte del più debole, in una zona che ha trascorso un inverno col coprifuoco, e dove qualche giorno fa una donna è stata trascinata per metri dai suoi scippatori perché aveva la borsa a tracolla invece che in spalla.
Sono passate le sei di pomeriggio quando i residenti di via Montalcini e via Ripandelli, le strade più vicine al capolinea del 44, sentono le grida di una ragazza. «Basta, basta, smettetela» urla. La gente s'affaccia, qualcuno scende, questione di minuti e arriva l'ambulanza. L'uomo è per terra, con la faccia coperta di sangue. I primi testimoni raccontano che «ha la testa spaccata», c'è chi dice che «aveva rimproverato due ragazzini», che avranno avuto sì e no «16 anni», «arrivati in motorino» e che «avevano preso di mira due ragazze che aspettavano l'autobus». Volano parole pesanti, forse anche «una bestemmia». È allora che il cinquantenne si fa avanti. Forse li rimprovera. «Fatti i c. tuoi» è la risposta, prima dell'aggressione. Prima un pugno, sferrato dal basso contro la mandibola, e il cinquantenne finisce a terra. Ma ai bulli non basta. Uno dei due gli è addosso. Lo afferra e lo sbatte violentemente contro il muretto. Chi ha assistito all'aggressione parla di un «pestaggio», ecco perché una ragazza gridava «basta», racconta di aver visto l'uomo con la «faccia sanguinante», e la «testa spaccata da un taglio». Tra i crocchi di ragazzi del «muretto», ascoltati dalla polizia, si parla invece di «un solo cazzotto». Resta la paura.

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04/05/2008










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