I genitori, papà brigadiere in
servizio al Comando provinciale in piazza San Lorenzo in
Lucina, a Roma, hanno dato l'autorizzazione per l'espianto
degli organi uno dei quali andrà a Bologna, secondo quanto
si è appreso dal Policlinico Umberto I dove la ragazzina
era stata trasportata d'urgenza dopo un primo ricovero
all'ospedale di Tivoli. La procura di Tivoli, intanto, ha
già predisposto per lunedì mattina una perizia tecnica sul
«Crazy dance» la giostra che prevede giri e centrifughe da
capogiro, mentre i carabinieri della Compagnia di Tivoli
hanno completato la prima fase delle indagini. Il
magistrato deciderà se iscrivere il giostraio, italiano,
gestore del gioco, nel registro degli indagati. Dai primi
accertamenti condotti dagli uomini dell'Arma coordinati dal
tenente Jodi Linguanti, infatti, i meccanismi di sicurezza
e l'apertura e chiusura della cabina, effettuati subito
dopo l'incidente, non presenterebbero problemi o anomalie.
La ragazzina era salita sulla giostra mercoledì sera,
intorno alle 23, per un ultimo giro prima di tornare a casa
insieme alla sorella ventenne, e un amico di lei. Gli
inquirenti non sono ancora riusciti a capire come la
ragazzina sia stata lanciata fuori dalla cabina a tre
posti. Neanche chi le era accanto è stato in grado
di riferire la dinamica precisa dell'accaduto. Tutto è
avvenuto nella frazione di pochissimi secondi.
Alessia,
volata via per cinque metri, era violentemente caduta a
terra tra il panico delle persone e il terrore che ha
afferrato subito chi era con lei. La corsa al vicino
ospedale di Tivoli, il trasferimento d'urgenza nella
terapia intensiva pediatrica dell'Umerto I di Roma non
hanno potuto però strapparla alla morte.
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04/05/2008