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Emanuele Romaggioli Domenica di ...

Emanuele Romaggioli
Domenica di disagi sulla linea ferroviaria Roma - Velletri. A farne le spese un disabile di Pavona, rimasto in attesa di salire sul treno per più di un'ora. Il ritardo è stato causato da un guasto alla pedana di sollevamento: un meccanismo idraulico che consente di issare le carrozzine sui vagoni.

Ma il disagio (lui si) è stato preciso come un orologio svizzero, nonostante il treno fosse uno dei pochi attrezzati per il trasporto dei disabili. Almeno sulla carta, s'intende. Perché nei fatti, la pedana non ne ha voluto proprio sapere di funzionare. E così, il treno delle 19.34 per Velletri, è rimasto per un'ora al binario 25 in attesa di «lumi».
Un ritardo snervante che si è ripercosso ovviamente sugli altri passeggeri, imbestialiti per l'ennesimo disagio. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia ferroviaria ed alcuni tecnici, ma il guasto si è palesato più complicato del previsto. A quel punto, il personale del treno ha ventilato l'ipotesi di trasportare il disabile a Pavona con un taxi pagato dalle Ferrovie. Ma il ragazzo ha gentilmente declinato la soluzione «b». A suo dire, infatti, simili inconvenienti sono all'ordine del giorno sulla linea Roma-Velletri. E il trentenne di Pavona, visibilmente esasperato, ha deciso giustamente di puntare i piedi, dando vita ad una battaglia di civiltà in nome di tutti i pendolari non deambulanti.
Attimi di indecisione tra gli addetti ai lavori, poi il nodo è stato sciolto: al binario 25 è giunto un muletto in grado di sollevare la carrozzina elettrica. Questione risolta, verrebbe da pensare. Ma solo in parte. Una volta a bordo, infatti, ci si è posti il problema di far scendere il giovane alla stazione di Pavona. Lì, di sicuro, non ci sarebbe stato nessun muletto ad attenderlo. Alcuni extracomunitari, allora, si sono offerti di sollevare la carrozzina non appena giunti a Pavona. Grazie a loro apporto, il ragazzo è potuto scendere dal treno, tornando mestamente a casa. Una disavventura che sconfessa in pieno la scritta impressa sui vagoni della linea Roma-Velletri: «treno ristrutturato con i contributi della Regione Lazio». Una frase che, a conti fatti, ha lo stesso valore di un graffito. «È stata una domenica assolutamente da dimenticare - tuona Sergio, 30enne di Albano - siamo rimasti bloccati un'ora al binario 25 in attesa delle decisioni degli addetti ai lavori. Alcuni passeggeri, esasperati dal ritardo, sono scesi per prendere un altro treno».

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30/04/2008










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