Da 15 anni Roma è governata dallo stesso gruppo di
potere che ne ha frenato lo sviluppo. Oggi abbiamo una
città avvolta nel degrado e nell'insicurezza, che stenta a
decollare. L'unica risposta possibile a questa situazione è
una forte discontinuità rispetto al passato, riportando al
centro dell'amministrazione i romani che sono la prima
risorsa della nostra Capitale. Mi fido di loro, insieme
possiamo cambiare il volto della Capitale».
DUE
«Il mio primo impegno è recuperare il
controllo del territorio a Roma. Per questo lavoreremo
subito per l'allontanamento dalla città dei 20mila
stranieri, che hanno commesso reati e che girano
liberamente per la Capitale. Dobbiamo dire basta al falso
buonismo che ha fatto nascere tra gli immigrati la
convinzione che si possa venire a Roma a fare quello che si
vuole. Da consigliere comunale avevo avvertito per tempo il
sindaco Veltroni che l'emergenza sicurezza stava per
scoppiare nella nostra città, ma ci sono volute delle
tragedie, come la morte della signora Reggiani, perché
cadesse dalla sedia. A quel punto sembrava che qualcosa
dovesse cambiare e, invece, abbiamo visto che tutto è
rimasto uguale. Ma dopo l'episodio alla stazione La Storta
è chiaro che non possiamo più aspettare: dobbiamo agire
immediatamente e restituire ai cittadini romani il diritto
alla sicurezza».
TRE
«Veltroni ha
lavorato solo sull'immagine e la comunicazione, nascondendo
i veri problemi della città, per costruire la scena di
cartapesta del modello Roma. Le iniziative di facciata sono
state efficaci sul piano della comunicazione, ma hanno
assunto un sapore di beffa nei confronti dei cittadini, che
continuano a vivere una quotidianità difficile. E la
conferma di questa situazione sta nel fatto che appena
Veltroni ha smesso di essere presente mediaticamente su
Roma sono emerse tutte le criticità della sua
amministrazione».
QUATTRO
«Vogliamo una Capitale aperta, ma deve essere chiaro
che non si transige sul rispetto delle regole. Dobbiamo
dare un segnale forte di un vento che è cambiato. Per
questo puntiamo a un nuovo Patto sulla sicurezza di Roma
con il Governo, che dia alla città più uomini e mezzi per
coprire tutto il territorio: sono contrario ai braccialetti
e alle ronde, servono uomini in divisa per presidiare i
punti sensibili. Se eletto istituirò un Commissario
straordinario su questi argomenti. Una persona che stia al
fianco del sindaco e che riunifichi i poteri nazionali e
locali. Solo con una vera politica di espulsioni si possono
governare i campi nomadi. Vanno chiusi quelli abusivi e
allontanati dai centri urbani quelli autorizzati. Per
questi progetti è fondamentale rafforzare la polizia
municipale, che deve essere messa in condizione di
diventare una vera polizia di prossimità. Non pensiamo solo
a un incremento del suo organico, ma a una vera e propria
riforma, con l'istituzione di nuclei anti-degrado e
anti-abusivismo. Vogliamo che il Corpo venga dotato degli
armamenti necessari per difendere se stesso e i
cittadini».
CINQUE
«Costruiremo
25mila nuovi alloggi per affrontare l'emergenza casa: non
solo alloggi popolari, ma anche case per affitti a canone
agevolato e mutui con diritto di riscatto. Bisogna dare una
risposta a chi ha i requisiti per accedere a un alloggio
popolare, ma dobbiamo pensare anche alle giovani coppie che
non ce la fanno a mettere su casa, ai precari, alle
famiglie monoreddito, a tutti quei cittadini che pur non
rientrando nelle cosiddette fasce di disagio oggi hanno
difficoltà a comprare una casa o a pagare l'affitto. A Roma
abbiamo il paradosso di 136.000 alloggi sfitti e una
cronica carenza di case popolari. Inoltre un punto
fondamentale del Patto con Roma, che abbiamo firmato a
Corviale con Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, è
l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, che noi
consideriamo un bene sociale che va tutelato. Per questo
abbiamo deciso di ribadire questo impegno mettendolo al
centro della festa di chiusura della campagna
elettorale».
SEI
«Il traffico è un
problema centrale per Roma, incide sulle possibilità di
sviluppo e sulla qualità della vita dei cittadini. Per
questo abbiamo elaborato un piano strategico con una serie
di interventi per migliorare la mobilità dei romani.
Vogliamo ottimizzare il servizio delle metropolitane
esistenti, drenare il più possibile il fenomeno del
pendolarismo attraverso una politica di parcheggi di
scambio e di messa in connessione con le direttrici del
trasporto pubblico locale su ferro e gomma. Fra le nostre
priorità c'è la chiusura dell'anello ferroviario, ma ci
sono anche il potenziamento delle ferrovie regionali,
l'identificazione di un'unica tipologia di trasporto
ecocompatibile per ottenere economie di scala e la
diversificazione dei mezzi su gomma della flotta Trambus
per permettere una migliore capillarizzazione del
trasporto. Servono poi semafori intelligenti e coordinati a
gruppi e una infomobilità per avvisare tempestivamente gli
automobilisti della situazione del traffico. Senza
dimenticare l'attivazione immediata di piattaforme
logistiche per controllare l'entrata in città dei mezzi
pesanti e un dispiegamento della polizia municipale per il
controllo del traffico. Ma su questo passaggio voglio
precisare una cosa: troppo spesso le multe sono state usate
per fare cassa. Questo non deve più accadere, bisogna
recuperare un rapporto di fiducia tra amministrazione e
cittadini e per farlo bisogna anche passare attraverso un
uso corretto delle sanzioni».
SETTE
«Noi rilanceremo la politica culturale e turistica di
Roma, puntando sulla sua identità. Anche con la creazione
di un Distretto culturale e turistico, per tutelare e
sottolineare l'identità della città. Dobbiamo prevedere un
passaggio di competenza dallo Stato al Comune nel controllo
e nella gestione del patrimonio culturale, ma bisogna anche
che l'amministrazione si apra al contributo delle realtà
del territorio e che si metta fine al regime di monopolio
comunale con cui è stato gestito questo settore. Inoltre,
pensiamo all'istituzione di un Museo della Città di Roma,
come c'è in molte grandi capitali europee, e farne il nodo
centrale di un network, che racconti, dal 753 a.C. ai
giorni nostri, la sua straordinaria storia. Un modo per
promuovere la qualità del turismo e le iniziative di
animazione per evitare un turismo di massa o delle
iniziative estemporanee che degradino il patrimonio senza
portare nessun vantaggio economico».
OTTO
«È necessario rimettere in moto la
macchina comunale. Per avere uno sviluppo della città
bisogna avere un'amministrazione pubblica, forte,
professionalizzata e indipendente capace di misurarsi con
gli interessi privati. L'amministrazione comunale deve
puntare su basi solide. Bisogna innanzitutto qualificare i
dirigenti senza pensare all'appartenenza politica ma al
merito. Soprattutto dobbiamo interrompere lo scandalo delle
consulenze esterne che costano moltissimo e in genere sono
improduttive, senza considerare che contribuiscono a
demotivare il personale interno. Inoltre dobbiamo lavorare
sul contratto comunale per valorizzare le risorse
professionali esistenti rispetto al merito e alle
competenze. Dobbiamo tornare a sentire l'orgoglio di essere
servitori della cosa pubblica».
NOVE
«Daremo a Roma gli strumenti per decollare veramente
con il Distretto federale di Roma Capitale e con il
federalismo fiscale. Vogliamo per la città un nuovo assetto
istituzionale con poteri legislativi che riassumano le
competenze di Comune e Provincia. Un modello che supera e
cancella ogni fantasma sul federalismo, e fa di Roma una
capitale forte e caratterizzata, in grado di gestire in
maniera adeguata la sua dimensione nazionale e
internazionale, così da rispondere alle sfide della
globalizzazione. Proprio il 21 aprile, per il compleanno
della Capitale, abbiamo presentato un manifesto,
sottoscritto da numerosi costituzionalisti, a cui si
affiancherà una commissione bipartisan per la crescita
della città, presieduta da Gian Maria Fara, sul modello
della francese Commissione Attali».
DIECI
«Rutelli rappresenta uno stanco
continuismo rispetto alle ultime amministrazioni. È
l'espressione del blocco di potere che ha messo una cappa
sulla città negli ultimi anni. Inoltre è sostenuto dallo
stesso schieramento di forze del governo Prodi, che ha
clamorosamente fallito. Una coalizione che ha al suo
interno personaggi come "Tarzan" Alzetta, che rivendica il
diritto di occupare case. Mi chiedo come si fa a garantire
la legalità con personaggi del genere».
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26/04/2008