A constatarne la morte i
soccorritori del 118 chiamati da alcuni inquilini. Sul
posto i carabinieri e il medico legale, che ha disposto
l'autopsia e il corpo del portiere è stato trasferito
nell'istituto di medicina legale: non si esclude che si
possa essere trattato di un malore. L'altro aspetto
terribile di questa tragedia, il fatto che la vittima è
stata ignorata dai passanti. Lo ha raccontato un
gioielliere che ha il negozio davanti al palazzo in via
Nomentana, dove è avvenuto l'incidente. «Sono stato il
primo a intervenire, ma la situazione era disperata, non ho
potuto fare nulla. Ciò che mi ha sconvolto però è stato
l'atteggiamento delle persone, molte non si sono fermati e
addirittura c'è stato chi ha scavalcato il corpo senza
neanche guardare», ha detto il gioielliere, che ha fornito
soltanto il suo nome, Paolo. «La scena era terribile - ha
proseguito - un lago di sangue, il cranio fracassato.
Angelo stringeva nella mano destra ancora lo straccio con
cui stava lavando il terrazzo». Il gioielliere conosceva
bene la vittima, «una persona squisita, lavorava dalla
mattina presto fino alla sera, dopo tornava dalla sua
famiglia al Prenestino».
Per gli abitanti e i
commercianti della zona di via Nomentana, Angelo Galante
era quasi un familiare. «Siamo tutti sotto choc - racconta
Franco, parrucchiere a pochi metri dal condominio dove
Angelo prestava servizio - Proprio ieri (due giorni fa,
ndr.) l'ho incontrato, sempre gentile e cordiale. Un gran
lavoratore ma anche un grande appassionato di chitarra: la
suonava benissimo ed era un grande esperto del repertorio
italiano degli anni '60». Angelo, per chi lo conosceva, era
prima di tutto un «infaticabile lavoratore». «Ogni mattina,
prima di iniziare a lavorare, passava qui da me a prendere
il giornale - racconta l'edicolante - Non si stancava mai e
lavava tutto a mano, persino i pomelli di bronzo del
portone e tutti quelli interni al palazzo».
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24/04/2008