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Roma

Porta Pia, la vittima potrebbe aver avuto un malore mentre stava lavorando

Portiere precipita dal terrazzo Muore dopo un volo di 30 metri

Francesca Mariani
Il portiere di uno stabile di via Nomentana, a pochi passi da Porta Pia, è morto dopo essere precipitato dal terrazzo condominiale dove stava effettuando alcuni lavori di pulizia. L'uomo, Angelo Galante, di 51 anni, sposato, è volato da una altezza di circa 30 metri, è morto sul colpo.

A constatarne la morte i soccorritori del 118 chiamati da alcuni inquilini. Sul posto i carabinieri e il medico legale, che ha disposto l'autopsia e il corpo del portiere è stato trasferito nell'istituto di medicina legale: non si esclude che si possa essere trattato di un malore. L'altro aspetto terribile di questa tragedia, il fatto che la vittima è stata ignorata dai passanti. Lo ha raccontato un gioielliere che ha il negozio davanti al palazzo in via Nomentana, dove è avvenuto l'incidente. «Sono stato il primo a intervenire, ma la situazione era disperata, non ho potuto fare nulla. Ciò che mi ha sconvolto però è stato l'atteggiamento delle persone, molte non si sono fermati e addirittura c'è stato chi ha scavalcato il corpo senza neanche guardare», ha detto il gioielliere, che ha fornito soltanto il suo nome, Paolo. «La scena era terribile - ha proseguito - un lago di sangue, il cranio fracassato. Angelo stringeva nella mano destra ancora lo straccio con cui stava lavando il terrazzo». Il gioielliere conosceva bene la vittima, «una persona squisita, lavorava dalla mattina presto fino alla sera, dopo tornava dalla sua famiglia al Prenestino».
Per gli abitanti e i commercianti della zona di via Nomentana, Angelo Galante era quasi un familiare. «Siamo tutti sotto choc - racconta Franco, parrucchiere a pochi metri dal condominio dove Angelo prestava servizio - Proprio ieri (due giorni fa, ndr.) l'ho incontrato, sempre gentile e cordiale. Un gran lavoratore ma anche un grande appassionato di chitarra: la suonava benissimo ed era un grande esperto del repertorio italiano degli anni '60». Angelo, per chi lo conosceva, era prima di tutto un «infaticabile lavoratore». «Ogni mattina, prima di iniziare a lavorare, passava qui da me a prendere il giornale - racconta l'edicolante - Non si stancava mai e lavava tutto a mano, persino i pomelli di bronzo del portone e tutti quelli interni al palazzo».

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24/04/2008










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