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Roma

Velletri, ultime manovre nelle segreterie prima del ballottaggio

Destra-Righini, prove di accordo Ladaga si schiera con il Pdl

Michela Galuppo
Si gioca ormai a carte scoperte per il ballottaggio che ridarà alla città di Velletri, dopo mesi di commissariamento, una nuova amministrazione comunale. Gli accordi sono stati siglati e non pare ci siano possibilità di cambi di programma improvvisi o di ripensamenti, anche se, come si dice «i cavalli si vedono all'arrivo».


Ci sono delle posizioni poco chiare, rappresentanti politici che da una parte confermano un pieno appoggio della Destra di Storace a Giancarlo Righini seguite anche all'accordo romano tra i big Storace, Alemanno, Buontempo e Antoniozzi, in cambio però di una rappresentanza politica, dall'altra tale «scambio» viene smentito.
«Dopo l'accordo tra Storace, Alemanno, Buontempo e Antoniozzi - ha dichiarato il segretario della Destra di Velletri, Fausto Felci - abbiamo raggiunto un accordo verbale anche a Velletri. Appoggeremo Righini e se vincerà avremo una rappresentanza in Giunta e un sottogoverno. Il nostro 3% può infatti essere fondamentale per la sua vittoria, ma ovviamente dovremo essere rappresentati». Secca la smentita di Giancarlo Righini nel corso di una conferenza stampa indetta ieri pomeriggio per rendere ufficiale l'accordo tra la sua coalizione e il Movimento Popolare per Velletri di Rolando Cugini: «Smentisco categoricamente ogni tipo di accordo - ha tuonato - mi sono sentito telefonicamente con Fausto Felci ma ho sottolineato che rimarrò coerente con quanto dichiarato finora. Smentisco questo accordo come smentisco quello con Salvatore Ladaga».
Dal canto suo Salvatore Ladaga nonostante abbia confermato che non ci sono accordi tra lui e Righini ha dichiarato ufficialmente che voterà Giancarlo Righini, smentendo quindi le voci in città circa un accordo con Fausto Servadio del centrosinistra: «Ho avuto un incontro col centrosinistra ma sono rimasto deluso - ha commentato - per il ruolo di vera opposizione che ho svolto all'interno della maggioranza di centrodestra nei confronti di una gestione scorretta della cosa pubblica, mi aspettavo sicuramente un riconoscimento politico. Se il centrosinistra è arrivato al ballottaggio è perché si è spaccato il centrodestra. Dal colloquio avuto ho però capito che Servadio vuole un monopolio del Pd in Consiglio. È inconcepibile che lui pensi di governare Velletri da solo. Per quanto mi riguarda, nonostante non ci siano accordi, voterò Giancarlo Righini, per appartenenza politica».

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24/04/2008










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