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Roma

Ingegnere ventisettenne difende il suo computer e viene picchiato alla stazione Piramide. I giovani arrestati dai carabinieri

Rapinato in metrò da baby gang
Accerchiato da cinque bulli romani con la stessa tecnica usata degli zingari

Grazia Maria Coletti
g.coletti@iltempo.it
Sfatiamo il mito. Sono cinque ragazzi italiani tra i 16 e i 19 anni, i baby bulli che hanno tentato di rapinare un giovane sulla metropolitana della linea B, con la stessa tecnica usata dagli zingari.

E ci sarebbero riusciti se non fossero arrivati in tempo i carabinieri della stazione Roma Cecchignola, che li hanno arrestati.
I giovani componenti della banda, due maggiorenni con precedenti per reati contro il patrimonio, e tre minorenni, incensurati finora, sono entrati in azione come fanno i rom che imperversano sui vagoni e tengono d'occhio i passeggeri per scegliere la preda da spolpare. Così è stato. Ieri mattina i cinque giovani hanno individuato la vittima, un ingegnere di 27 anni col computer portatile nella tracolla. L'hanno accerchiato, ponendosi in postazione strategica, cioè in modo che non capisse che erano insieme, per non far trapelare le intenzioni. Poi hanno inziato a spingerlo, incuranti degli altri passeggeri. Alla stazione Piramide, il ragazzo, forse spazientito, o perché giunto a destinazione, è sceso. E loro dietro. Questa volta il branco si unisce e assalta la preda. Provano a tiragli via il computer. L'ingegnere resiste, prova a reagire, incassa un pugno. Ma proprio quando sembra stordito e sta per essere sopraffatto, arrivano i nostri, i carabinieri di pattuglia antiborseggio, che si trovano nel posto giusto al momento giusto.
I militari del maggiore Antonio Vinicio Tetta, comandante della compagnia carabinieri Roma Eur, sono solo in due. Ma li bloccano tutti e cinque, e dalla Piramide li portano in caserma alla Cecchignola. Sono accusati di rapina aggravata in concorso. I due maggiorenni, di 18 e 19 anni, pregiudicati, sono stati portati nel carcere di Regina Coeli. I complici accompagnati nel Centro di Prima Accoglienza di via Virginia Agnelli. L'ingengere ha riportato lesioni giudicate guaribili in 7 giorni dai sanitari dell'ospedale Sant'Eugenio.

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19/04/2008










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