E ci sarebbero riusciti se non fossero
arrivati in tempo i carabinieri della stazione Roma
Cecchignola, che li hanno arrestati.
I giovani
componenti della banda, due maggiorenni con precedenti per
reati contro il patrimonio, e tre minorenni, incensurati
finora, sono entrati in azione come fanno i rom che
imperversano sui vagoni e tengono d'occhio i passeggeri per
scegliere la preda da spolpare. Così è stato. Ieri mattina
i cinque giovani hanno individuato la vittima, un ingegnere
di 27 anni col computer portatile nella tracolla. L'hanno
accerchiato, ponendosi in postazione strategica, cioè in
modo che non capisse che erano insieme, per non far
trapelare le intenzioni. Poi hanno inziato a spingerlo,
incuranti degli altri passeggeri. Alla stazione Piramide,
il ragazzo, forse spazientito, o perché giunto a
destinazione, è sceso. E loro dietro. Questa volta il
branco si unisce e assalta la preda. Provano a tiragli via
il computer. L'ingegnere resiste, prova a reagire, incassa
un pugno. Ma proprio quando sembra stordito e sta per
essere sopraffatto, arrivano i nostri, i carabinieri di
pattuglia antiborseggio, che si trovano nel posto giusto al
momento giusto.
I militari del maggiore Antonio
Vinicio Tetta, comandante della compagnia carabinieri Roma
Eur, sono solo in due. Ma li bloccano tutti e cinque, e
dalla Piramide li portano in caserma alla Cecchignola. Sono
accusati di rapina aggravata in concorso. I due
maggiorenni, di 18 e 19 anni, pregiudicati, sono stati
portati nel carcere di Regina Coeli. I complici
accompagnati nel Centro di Prima Accoglienza di via
Virginia Agnelli. L'ingengere ha riportato lesioni
giudicate guaribili in 7 giorni dai sanitari dell'ospedale
Sant'Eugenio.
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19/04/2008