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Roma

«Angeli custodi» a Tor Bella Monaca

Fabio Di Chio
f.dichio@iltempo.it
Criminalità, paura, indifferenza. Tre spicchi di una realtà non bastano a raccontarla tutta. Eppure possono essere i primi a darne il sapore. Tor Bella Monaca, cronaca recente. Una madre si sbraccia in strada in cerca di aiuto: nell'auto il figlio piccolo è in preda a un attacco epilettico.

Ancora. Una signora rantola sulle scale perché il black out ha messo fuori uso l'impianto di ossigenazione polmonare alimentato a corrente al quale lei deve essere sempre collegata per continuare a vivere. Sono due storie drammatiche ma a lieto fine. Se i carabinieri non si fossero trovati lì, se non avessero portato il bimbo in ospedale e non avessero rotto il lucchetto che serrava la porta blindata degli interruttori del palazzo, l'epilogo sarebbe stato un altro, forse tragico. E in altri episodi analoghi i protagonisti salvavita sono stati i poliziotti.
L'indifferenza è l'ultimo di tre mondi l'uno dentro l'altro: criminalità, paura di sapere i fatti altrui, guardare dall'altra parte per non sentirsi coinvolti? «È così - spiegano le forze dell'ordine - È tipico degli abitati dov'è alta la concentrazione criminale». I più ottimisti in divisa dicono che «adesso le cose però stanno cambiando. A Tor Bella Monaca - sostengono - non si è più indifferenti di altrove, non bisogna pensare che qui si viva tutti contro tutti. La zona sta rinnovando pelle: c'è il teatro di Michele Placido, è in costruzione la metropolitana C, ci sono undici sportelli bancari in un piccolo fazzoletto di terra»: segno forse che i soldi si depositano e non si chiedono solo in prestito. «Già qualche anno fa - continuano - in questa zona popolare viveva la madre di un ministro della Repubblica. Se prima non potevamo entrare nei palazzi da perquisire adesso abbiamo gli apri cancello che ci ha dato qualche residente. C'è più collaborazione».
Il commissariato Casilino Nuovo, diretto da Bruno Failla, e la Compagnia carabinieri di Frascati, comandata dal capitano Giorgio Palazzotto, affidata in questi giorni al tenente Camillo Di Bernardo (con le stazioni di Tor Bella Monaca e Tor Vergata, dirette rispettivamente dai marescialli luogotenente Leonardo Salducco ed Enrico Mastronardi) ce la mettono tutta per coprire il territorio dell'VIII Municipio: Tor Bella Monaca vecchia, nuova, Borgata Finocchio, Borghesiana, Tor Vergata e altre fette urbane super affollate. «Forse dovremmo essere di più», dicono alcuni operatori. Da cinque mesi i carabinieri hanno fatto due nuovi acquisti: due belle ragazze campane.
I numeri della criminalità restano alti. Ecco il bilancio parziale dei reati registrati dai carabinieri dell'inizio dell'anno a oggi: 350 reati denunciati, una trentina di rapine, altrettanti chili di droga sequestrata, duecento arresti circa per furto, ricettazione, spaccio e rapina.
Il cuore pulsante dell'area è via dell'Archeologia, dove campeggiano le tre torri, parallelepipedi abitati. «Se lì l'aria è tesa - riferiscono le forze dell'ordine - allora lo è un po' in tutto il quartiere». Oltre al crimine, in zona è alta anche la concentrazione di "angeli custodi". Da pochi giorni ha aperto un ufficio Sant'Egidio, ci sono le suore della carità di madre Teressa di Calcutta e, nella pinetina, il camper antidroga della fondazione Villa Maraini: 6 operatori a bordo, dalle 11,30 alle 20. «Si rivolgono a noi circa 220 persone al giorno - spiega il responsabile dell'Unità di strada, Roberto Chiarelli - Offriamo siringhe, servizi di assistenza, anche di carattere igienico, interveniamo nei casi di overdose. Se è aumentato il consumo? Sta cambiando - prosegue - Se prima gli eroinomani erano il 90% oggi sono scesi al 70%: il resto fa uso di cocaina».

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19/04/2008










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