Arriva
puntuale all'appuntamento di mezzogiorno con i giornalisti.
Si siede accanto ad Alemanno nella sala del comitato
elettorale di via Salandra e snocciola subito percentuali e
dati, l'ultimo dei quali, risalente a venerdì scorso, lo
dava perdente al primo turno con più di venti punti di
distacco.
«Il Pdl - dice - è il primo partito della
Provincia di Roma». Poi lascia i fogli su cui si è
appuntato tutte le percentuali di voto e schiarendo bene la
voce continua: «Questo voto dimostra che i cittadini hanno
fatto da soli la riforma elettorale, scegliendo il
bipolarismo».
Il suo tono è come sempre pacato ma non
per questo meno pungente. La stoccata al suo antagonista
politico nella corsa a Palazzo Valentini arriva solo dopo
pochi minuti: «La coalizione di Zingaretti così come quella
di Rutelli rappresentano il vecchio». Lo dimosterebbe il
fatto che, prosegue Antoniozzi, «stranamente sui manifesti
elettorali non è rappresentato alcun simbolo» quasi a voler
nascondere la parte politica che lo appoggia.
Poi
Antoniozzi ricorda le continue richieste di un faccia a
faccia con il candidato del centrosinistra, «quattro, per
la precisione», andate tutte a vuoto. «Ora spero non si
sottragga più visto che siamo rimasti soltanto in due -
chiarisce il candidato del Popolo della Libertà - Bisogna
confrontarsi su temi quali le infrastrutture, i rifiuti, la
sicurezza. Gli stessi su cui da parte di Zingaretti è stato
detto poco e niente». Ma in serata, Zingaretti ha risposto
per le rime, dichiarando di essere sì disponibile a un
confronto, ma con i cittadini e non con il suo rivale.
Il programma di Antoniozzi, invece, è «chiaro e portato
già a conoscenza dei cittadini» ma in questi giorni che lo
separano dal ballottaggio «continuerà il confronto con il
territorio».
I dieci punti di distacco da Zingaretti
non lo preoccupano affatto, «sono fisiologici» dirà a
margine della conferenza stampa e comunque recuperabili.
L'attenzione è però rivolta anche ai futuri
apparentamenti per l'appuntamento elettorale del 27 e 28
aprile. Ottenuto l'appoggio de La Destra di Buontempo,
Antoniozzi cercherà ora quello dell'Udc di Dionisi per
contare sul sostegno dell'intero elettorato di
centrodestra. Bisognerà vedere se riuscirà a ottenerlo
apertamente e a quale prezzo politico.
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17/04/2008