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Fabio Di Chio f.dichio@iltempo.it Alimenti etnici scaduti. ...

Fabio Di Chio
f.dichio@iltempo.it
Alimenti etnici scaduti. Sono stati trovati dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione di Roma in vari negozi di prodotti tipici e ristoranti nelle zone di San Giovanni, Esquilino e piazza Dante. A rifornirli un grossista libanese, residente nella capitale, titolare di un magazzino a Bassano Romano per il quale un anno fa il sindaco del comune viterbese aveva già disposto la chiusura per cattive condizioni igienico-sanitarie.

Ora il libanese è stato denunciato di nuovo, con l'aggravio dell'«inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità». A lui i militari, guidati dal capitano Marco Datti, sono arrivati dopo sei giorni di indagini, a seguito di controlli disposti dal Comando dei Nas nelle rivendite di prodotti alimentari. Le irregolarità sono state evidenti a colpo d'occhio. Sulle confezioni di verdure sottolio, cuscus, riso, datteri e altri ortaggi in salamoia era riportata solo un'etichetta con la scritta in arabo, mancando sul preparato l'indicazione sulla data di scadenza. Su altre, invece, l'informazione anziché essere impressa sul tappo, come accade di solito, sembrava essere stata rimossa con un solvente e sostituita da una targhetta sulla quale figurava un'altra scadenza, chiaramente spostata in avanti.
La sorpresa più grande c'è stata a Bassano Romano. Lì i carabinieri del Nas hanno trovato lo stabilimento ancora aperto, diviso in due ambienti. In uno erano stipate 20 tonnellate di merce, di prodotti alimentari tipici (80 mila euro di valore), tra escrementi di topo e altre sporcizie. L'altra invece era adibita a forno, per la preparazione di pane azzimo, con tanto di macchinario. Il libanese ha negato che in quei locali si lavorasse la farina per produrre pane da vendere ai dettaglianti. Il controllo delle fatture, però, ha dimostrato altro: l'acquisto di 2.500 chili di farina e la vendita a un negozio di Fiumicino di 600 chili di pane arabo.
Il locale è stato posto sotto sequestro.

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14/04/2008










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