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Roma

San Basilio Arrestati il conducente e l'amico. Sequestrati 600 chili di hashish

Corsa in taxi con la droga, due arresti

«Siamo 4 persone e vorremmo viaggiare comode». Secondo gli agenti della polizia di Stato del Commissariato San Basilio è ipotizzabile che frasi del genere, contenute in molte telefonate giunte sul cellulare di Roberto Peroni, tassista della centrale radiotaxi 3570, costituissero un messaggio in codice veicolato da parte di clienti abituali per richiedere dei panetti di hashish, uno per ogni passeggero.

Sono due le persone arrestate dagli agenti del Commissariato San Basilio nell'ambito dell'operazione «Taxi Driver 3570»: sono state trovate in possesso di circa 600 chilogrammi di hashish, si tratta di due cittadini italiani: Roberto Peroni di 45 anni, incensurato, conducente del taxi Firenze 15, e Roberto Lazzara, di 47 anni, disoccupato con precedenti penali per spaccio di sostanze stupefacenti. I due avevano nelle loro disponibilità un locale al piano interrato in un locale di via dei Giunchi, a Casal Monastero, ricavato costruendo dei divisori irregolari che utilizzavano come magazzino per depositare gli stupefacenti.
L'hashish sequestrato dagli agenti è probabilmente di provenienza nordafricana, si ipotizza che sia arrivato in Italia attraverso un percorso che passa dal Marocco alla Spagna e si conclude a Roma. «È da oltre un mese che seguivamo queste due persone, che sono risultati essere amici di vecchissima data - ha detto Giuseppe Pianese, dirigente del commissariato San Basilio - abbiamo notato che Lazzara compiva molti viaggi in via dei Giunchi, probabilmente per rifornirsi di hashish da smerciare. Peroni invece utilizzava il suo taxi, un Opel Zafira, un monovolume con molti vani, per trasportare a qualsiasi ora possibile la droga. È certamente più facile riuscire a sfuggire ai controlli utilizzando un mezzo di trasporto pubblico che può andare sulle corsie preferenziali e che difficilmente viene fermato per dei controlli». I due commerciavano hashish prevalentemente nei quartieri del quadrante sud-est della capitale: San Basilio, Prenestino, Casilino, Tor Bella Monaca o anche l'Aurelio. «Probabilmente - ha proseguito Pianese - a quanti avevano contestato i divisori irregolari costruiti a via dei Giunchi i due avevano risposto in modo intimidatorio. Certo il quantitativo di stupefacenti elevato autorizza a pensare che non siano solo le due persone arrestate a lavorare attorno ad un giro di affari di queste dimensioni, ci sono delle indagini in corso che non escludono l'ambente lavorativo di Peroni».

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13/04/2008










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