Dai lavori
degli anni settanta, quando Fiore-Ufagrà, segnino e
ciociaro d'adozione, frequentava lo studio del maestro
Sante Monachesi, fino all'esplosione degli ultimi lavori.
Da quando il futurismo, affatto sepolto, è riuscito a
trovare nuova energia nel «fantacosmo» di Fiore, alle
grandi mostre, ai grandi riconoscimenti. Passando nella
gioia e nella speranza. Nelle forme in espansione. Nelle
battaglie. Nella pace. Ma anche nel dolore, nella
sofferenza. Un lungo e affascinante percorso nell'universo
Ufagrà. Per questi motivi la personale ordinata negli spazi
del Museo nazionale degli strumenti musicali che si
inaugura oggi pomeriggio e che ripercorre per intero
l'esperienza artistica iniziata nel... lontano (non ce ne
voglia l'amico Antonio Fiore) 1978, assume un valore ancora
più importante.
Riconoscere il «suo» futurismo nei
quadri messaggio e nei tratti appena accennati dei primi
quadri sarà la più bella sorpresa per quanti si fermeranno
davanti alle sue opere. Fino al 13 aprile.
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29/03/2008