Allo sgombero di ieri mattina, all'alba,
hanno assistito tutti gli accampati, non una scena di
delirio, non la minima resistenza. Lo sgombero delle
baracche sorte da qualche mese tra i canneti del parco
pubblico di via Lilloni, ad Acilia, in un certo senso era
un fatto annunciato.
La segnalazione era partita
inizialmente dal Comitato di Quartiere Acilia Sud 2000, con
il presidente Carlo Barretta e il vicepresidente Edoardo
Foti che avevano indicato l'esistenza della baraccopoli
alle forze dell'ordine ma numerosissime sono state in
seguito le lamentele arrivate all'amministrazione
municipale dai residenti. Ieri, all'alba, il blitz.
Carabinieri e vigili urbani si sono dati appuntamento
alle 7 insieme a personale dei Servizi Sociali e
dell'Ufficio Giardini. Cinque in tutto le baracche
demolite, oltre venti gli abusivi (due di questi già noti
alla giustizia) identificati al termine della bonifica, nel
primo pomeriggio.
Tranne un bosniaco, gli stranieri
denunciati per occupazione abusiva di demanio pubblico sono
tutti rumeni: la metà sono donne. Sei, invece, i bambini
tra i due e i sette anni affidati agli assistenti sociali.
Per loro, e per le rispettive mamme, è già stata messa a
disposizione una sistemazione temporanea. Mezzi e uomini
dell'Ama hanno demolito e rimosso i rifiuti, mettendo anche
a disposizione apposite discariche.
«La bonifica - ha
commentato il consigliere municipale Andrea Storri -
risolve una situazione di grave disagio che durava da circa
otto mesi, da quando si erano insediate le prime baracche
abusive».
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27/03/2008