I flash dei corpi delle due ragazze di
28 e 29 anni, stravolti, insanguinati e lasciati a terra,
si ripetono, non si spengono.
Ieri mattina i
collaboratori del garante dei diritti dei detenuti della
Regione Lazio, Angiolo Marroni, hanno visitato Vernarelli.
Il trentaduenne ha dormito con gli stessi abiti indossati
l'altro ieri, quando ha lasciato casa in via Bettolo e si è
consegnato agli agenti della Penitenziaria. Per sicurezza,
dalle scarpe sono state tolte le stringhe.
Si trova in
un cubicolo lungo sei passi e largo tre, con la branda
inchiodata a terra e i servizi igienici a vista. La grata è
chiusa e la porta blindata aperta. Lui è piantonato da una
guardia 24 ore su 24. Non ha alcun contatto con gli altri
detenuti. L'ufficio del Garante si è preoccupato di
conoscere il suo stato psico-fisico. Ecco una ricostruzione
della conversazione.
Come si sente?
«E come vuole
che si senta una come me. Le due ragazze le penso sempre,
sempre».
Ha bisogno di qualcosa?
«Di sapone,
dentifricio, spazzolino da denti. Quando devo lavarmi,
chiedo il necessario al piantone e quando ho fatto glielo
restituisco. Il pigiama me l'ha portato mio padre, però non
ho potuto vederlo: mancava un timbro al permesso. Gli
uffici del tribunale ora sono chiusi e dovrà tornare dopo
le feste pasquali, martedì. Qui non posso possedere alcun
oggetto».
Forse temono che possa commettere qualche
gesto disperato
«Ho già parlato con psicologo,
psichiatra ed educatore del carcere. Ho voglia di leggere:
ho chiesto tre libri alla biblioteca del carcere».
Intanto l'avvocato Giovanni Marcelletti, difensore di
Vernarelli, prepara la sua contromossa. Il legale ha
annunciato ricorso al Tribunale del Riesame. La sua tesi è
che non ci sono ragioni per trattenere Vernarelli a Regina
Coeli. E poi ribatte sulla questione della droga che il
giovane avrebbe assunto quella notte: il fatto che
Vernarelli avesse pupille miotiche - sostiene - non vuol
dire che avesse assunto prima sostanze stupefacenti, come
ha ipotizzato il giudice. Il pm Andrea Mosca ha dato il via
libera al rimpatrio delle due salme. Il feretro di Mary
Clare Collins è stato imbarcato direttamente dall'area
merci dell'aeroporto di Fiumicino, su un aereo della
compagnia irlandese Aer Lingus, decollato poco dopo le 20
per Dublino. Sullo stesso velivolo anche i familiari della
vittima, cinque persone in tutto. Su un secondo aeromobile
diretto a Cork, partito alle 22,50, è stata imbarcata la
salma dell'altra ragazza, Elizabeth Gubbins.
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22/03/2008