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Roma

Il pirata in carcere «Le penso sempre»

Fabio Di Chio
f.dichio@iltempo.it
«Le penso sempre, sempre». Sono diventati un'ossessione i volti di Mary Collins ed Elizabeth Gubbins. La prima notte passata a Regina Coeli, a piano terra, nella settima sezione del carcere, quella riservata ai nuovi arrivati, non è bastata per togliere dalla mente del pirata della strada, Friedrich Vernarelli, le immagini delle due turiste irlandesi che lunedì notte, ubriaco alla guida delle sua auto, ha travolto e ucciso sul Lungotevere degli Altoviti, davanti a Castel Sant'Angelo.

I flash dei corpi delle due ragazze di 28 e 29 anni, stravolti, insanguinati e lasciati a terra, si ripetono, non si spengono.
Ieri mattina i collaboratori del garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio, Angiolo Marroni, hanno visitato Vernarelli. Il trentaduenne ha dormito con gli stessi abiti indossati l'altro ieri, quando ha lasciato casa in via Bettolo e si è consegnato agli agenti della Penitenziaria. Per sicurezza, dalle scarpe sono state tolte le stringhe.
Si trova in un cubicolo lungo sei passi e largo tre, con la branda inchiodata a terra e i servizi igienici a vista. La grata è chiusa e la porta blindata aperta. Lui è piantonato da una guardia 24 ore su 24. Non ha alcun contatto con gli altri detenuti. L'ufficio del Garante si è preoccupato di conoscere il suo stato psico-fisico. Ecco una ricostruzione della conversazione.
Come si sente?
«E come vuole che si senta una come me. Le due ragazze le penso sempre, sempre».
Ha bisogno di qualcosa?
«Di sapone, dentifricio, spazzolino da denti. Quando devo lavarmi, chiedo il necessario al piantone e quando ho fatto glielo restituisco. Il pigiama me l'ha portato mio padre, però non ho potuto vederlo: mancava un timbro al permesso. Gli uffici del tribunale ora sono chiusi e dovrà tornare dopo le feste pasquali, martedì. Qui non posso possedere alcun oggetto».
Forse temono che possa commettere qualche gesto disperato
«Ho già parlato con psicologo, psichiatra ed educatore del carcere. Ho voglia di leggere: ho chiesto tre libri alla biblioteca del carcere».
Intanto l'avvocato Giovanni Marcelletti, difensore di Vernarelli, prepara la sua contromossa. Il legale ha annunciato ricorso al Tribunale del Riesame. La sua tesi è che non ci sono ragioni per trattenere Vernarelli a Regina Coeli. E poi ribatte sulla questione della droga che il giovane avrebbe assunto quella notte: il fatto che Vernarelli avesse pupille miotiche - sostiene - non vuol dire che avesse assunto prima sostanze stupefacenti, come ha ipotizzato il giudice. Il pm Andrea Mosca ha dato il via libera al rimpatrio delle due salme. Il feretro di Mary Clare Collins è stato imbarcato direttamente dall'area merci dell'aeroporto di Fiumicino, su un aereo della compagnia irlandese Aer Lingus, decollato poco dopo le 20 per Dublino. Sullo stesso velivolo anche i familiari della vittima, cinque persone in tutto. Su un secondo aeromobile diretto a Cork, partito alle 22,50, è stata imbarcata la salma dell'altra ragazza, Elizabeth Gubbins.

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22/03/2008










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