È la storia raccontata da
Gianluca Bonetti, 29 anni, dipendente della Met.Ro. Spa dal
2001. È una storia «di mobbing», di una persona che ha
pagato per una lite sul posto di lavoro, di un cittadino
che adesso vuole solo essere messo in condizione di poter
tornare ad occuparsi, in azienda, di quello che sa fare
meglio: il perito elettronico.
Gianluca è entrato in
azienda nel 2001 con un concorso pubblico. Dopo due anni ha
avuto una lite con un altro dipendente all'interno del
deposito in cui lavorava. Il 6 gennaio del 2004, un
procedimento interno che Gianluca dice «non aver tenuto
conto della sua versione dei fatti» lo sospende per 4 mesi.
Passano i quattro mesi e per lui inizia il calvario.
Declassato al livello di «operatore generico», viene
traferito a 90 chilometri di distanza, a Civita Castellana.
Il suo stipendio, adesso, è di 800 euro. 250 se ne vanno
solo per il carburante impiegato per andare e tornare dal
lavoro. Dopo una serie di richieste il 1° novembre 2005
torna a lavorare a Roma presso il reparto di pronto
intervento e manutenzione di Tor di Quinto. Ma Gianluca non
ha la qualifica idonea e per operare in quel reparto
occorrono otto abilitazioni di cui è sprovvisto. Per 18
mesi non può fare assolutamente niente e durante i turni di
notte è di intralcio al lavoro delle ditte esterne. Non
essendo abilitato, infatti, non può interrompere la
corrente della linea per far lavorare le ditte ai guasti.
Non gli resta che timbrare il cartellino e dedicarsi alla
lettura e al walkman. A marzo, psicologicamente a terra,
decide di autodenunciarsi scrivendo all'azienda, ma non
riceve risposte. A maggio del 2007 viene trasferito a
Centocelle, dove avvenne la scazzottata e dove incontra
l'uomo con cui discusse allora. Si chiude in uno stanzino
per una settimana fino a quando non lo trasferiscono di
nuovo. Ma anche a Osteria del Curato servono specifiche
abilitazioni professionali, in particolare per la
lavorazione del metallo, che lui non ha. I superiori lo
invitano ad aspettare l'abilitazione all'interno degli
spogliatoi del deposito dove ne approfitta per documentarsi
sul suo caso. A novembre dell'anno scorso denuncia
l'azienda in sede civile per mobbing. Due mesi fa è
scattata anche una denuncia penale per violenze e
maltrattamenti. Il 7 luglio ci sarà la prima udienza.
Gianluca, al 31 ottobre 2007, ha accumulato oltre 250mila
euro di risarcimento danni che dovranno sborsare anche gli
italiani. In questo momento Gianluca è in uno stanzino ad
ascoltare musica e a sperare di poter tornare ad essere
utile alla sua azienda e agli italiani.
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22/03/2008