Ogni giorno una
battaglia all'ultimo posto auto. Come in tutta Roma, si
potrebbe aggiungere, e come nel resto della Capitale le
parti avverse sono le stesse: di qua i residenti, di là i
commercianti. I primi attaccati coi denti alle strisce blu,
i secondi dell'idea di riqualificare il quartiere e «se c'è
da togliere qualche posto auto, pazienza». Un fatto
accaduto tempo fa aiuta a comprendere che brutta aria tiri
dalle parti del «quadrilatero Macro». Un bar aveva avuto
l'idea di mettere una piccola rampa per permettere alle
carrozzine di salire sul marciapiede. Si trattava di
«rubare» un posto auto. L'esperimento è durato 24 ore.
Alcuni residenti infuriati hanno intimato l'«alt» al
gestore del bar, promettendo una valanga di cause. E si
trattava di un solo posto macchina. Figuriamoci cosa
possano pensare i residenti di un'idea rivoluzionaria come
quella di allargare i marciapiedi, mettere aiuole e
panchine. Per alcuni commercianti, invece, riqualificare
significa passeggio, shopping eh «oh che bella pizzeria,
entriamo!», e lì, «nel giro di un mercato», ci sono 42
ristoranti/pizzerie e 18 bar. Un'altra battaglia tutta di
via Alessandria e dintorni si è combattuta tra residenti e
ristoratori per i tavolini all'aperto. Il Municipio, seppur
in via sperimentale, decise che chi voleva poteva mettere
le pedane all'esterno, ma a patto che fossero fatte bene.
Per i venti, trenta posti che queste occupavano, il
Municipio ha dovuto assicurare agli abitanti più di
duecento parcheggi. Per uno che ne togli, dieci che ne
metti. Numeri da rappresaglia tedesca. Il II se li è dovuti
far prestare dal III Municipio in via dei Villini («il
quadrilatero Macro» sta al confine tra II e III). Niente da
fare, per i residenti erano troppo lontani. Ma perché
«quadrilatero Macro»? Il nome è preso in prestito dal museo
Macro voluto proprio tra via Reggio Emilia e via Cagliari
dagli ultimi due sindaci. A complicare la situazione
parcheggi, infatti, non bastava il recupero dell'ex
Birreria Peroni, dove sorge ora un centro commerciale e
palestre per circa tremila iscritti. Il parcheggio
realizzato in un secondo tempo per contenere la richiesta
di posti auto non basta e il risultato è la guerra in
corso. Servono dunque altri parcheggi, ma dove? Sono stati
individuati due posti. Il primo in piazza di Porta Pia.
Sotto il monumento dei caduti c'è già una cavità realizzata
30 anni fa dalla ditta che costruì i sottopassi e la
stazione operativa sotterranea della Municipale. Basta solo
costruire le rampe. Il secondo dovrebbe essere realizzato
sotto il mercato. Totale, non più di duecento posti auto, e
c'è qualcuno che pensa di togliere in strada i posti
recuperati sotto terra per iniziare a riqualificare la
zona, cosa che i residenti non permetteranno. Ecco come «il
quadrilatero» diventa il simbolo della città bloccata, del
vorrei ma non posso, delle grandi opere che non sono state
realizzate e di una politica del fare solo per poter dire
«l'ho fatto io» che continua a mettere in ginocchio
residenti e commercianti.
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01/03/2008