• BENESSERE
  • CINEMA
  • INCONTRI
Dieta Club
Mooovie
trova l'anima gemella
Italia news
CERCA NEL SITO

Roma

Porta Pia e zona Macro È guerra per il parcheggio

Matteo Vincenzoni
m.vincenzoni@iltempo.it
Il 20 settembre 1870 a Porta Pia fu il caos, ma alla fine i bersaglieri sfondarono le mura Aureliane ed entrarono a Roma.
Oggi, dove sorge il monumento ai caduti e termina la Nomentana, c'è un'altra guerra in corso.

Ogni giorno una battaglia all'ultimo posto auto. Come in tutta Roma, si potrebbe aggiungere, e come nel resto della Capitale le parti avverse sono le stesse: di qua i residenti, di là i commercianti. I primi attaccati coi denti alle strisce blu, i secondi dell'idea di riqualificare il quartiere e «se c'è da togliere qualche posto auto, pazienza». Un fatto accaduto tempo fa aiuta a comprendere che brutta aria tiri dalle parti del «quadrilatero Macro». Un bar aveva avuto l'idea di mettere una piccola rampa per permettere alle carrozzine di salire sul marciapiede. Si trattava di «rubare» un posto auto. L'esperimento è durato 24 ore. Alcuni residenti infuriati hanno intimato l'«alt» al gestore del bar, promettendo una valanga di cause. E si trattava di un solo posto macchina. Figuriamoci cosa possano pensare i residenti di un'idea rivoluzionaria come quella di allargare i marciapiedi, mettere aiuole e panchine. Per alcuni commercianti, invece, riqualificare significa passeggio, shopping eh «oh che bella pizzeria, entriamo!», e lì, «nel giro di un mercato», ci sono 42 ristoranti/pizzerie e 18 bar. Un'altra battaglia tutta di via Alessandria e dintorni si è combattuta tra residenti e ristoratori per i tavolini all'aperto. Il Municipio, seppur in via sperimentale, decise che chi voleva poteva mettere le pedane all'esterno, ma a patto che fossero fatte bene. Per i venti, trenta posti che queste occupavano, il Municipio ha dovuto assicurare agli abitanti più di duecento parcheggi. Per uno che ne togli, dieci che ne metti. Numeri da rappresaglia tedesca. Il II se li è dovuti far prestare dal III Municipio in via dei Villini («il quadrilatero Macro» sta al confine tra II e III). Niente da fare, per i residenti erano troppo lontani. Ma perché «quadrilatero Macro»? Il nome è preso in prestito dal museo Macro voluto proprio tra via Reggio Emilia e via Cagliari dagli ultimi due sindaci. A complicare la situazione parcheggi, infatti, non bastava il recupero dell'ex Birreria Peroni, dove sorge ora un centro commerciale e palestre per circa tremila iscritti. Il parcheggio realizzato in un secondo tempo per contenere la richiesta di posti auto non basta e il risultato è la guerra in corso. Servono dunque altri parcheggi, ma dove? Sono stati individuati due posti. Il primo in piazza di Porta Pia. Sotto il monumento dei caduti c'è già una cavità realizzata 30 anni fa dalla ditta che costruì i sottopassi e la stazione operativa sotterranea della Municipale. Basta solo costruire le rampe. Il secondo dovrebbe essere realizzato sotto il mercato. Totale, non più di duecento posti auto, e c'è qualcuno che pensa di togliere in strada i posti recuperati sotto terra per iniziare a riqualificare la zona, cosa che i residenti non permetteranno. Ecco come «il quadrilatero» diventa il simbolo della città bloccata, del vorrei ma non posso, delle grandi opere che non sono state realizzate e di una politica del fare solo per poter dire «l'ho fatto io» che continua a mettere in ginocchio residenti e commercianti.

Vai alla homepage

01/03/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro