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Roma

Susanna Novelli s.novelli@iltempo.it Non bastavano le ...

Susanna Novelli
s.novelli@iltempo.it
Non bastavano le domeniche ecologiche e quelle di blocco totale del traffico per rendere la giornata di riposo più lunga e noiosa. Dopo la stagione dei saldi, infatti, si ritorna alla chiusura domenicale degli esercizi commerciali.

In pochi però se lo ricordano, tanto che ieri mattina migliaia di persone si sono trovate davanti a cancelli chiusi in tutti i centri commerciali della città. E non solo. Anche le grandi catene di supermercati, aperti la domenica mattina, vera manna dal cielo per chi improvvisamente si ritrova il frigorifero vuoto, sono rimasti chiusi.
Il motivo? L'ordinanza del sindaco numero 14 del 2005, che recepisce la legge del 1998 in materia di disciplina oraria degli esercizi di vendita al dettaglio. La beffa, tuttavia, sta nell'ormai consolidata faida tra centri commerciali e piccole botteghe della città storica e del XIII Municipio.
L'articolo 4, infatti, concede in questa zone delle deroghe all'obbligo di chiusura domenicale per il periodo che va dal 1 gennaio al 30 novembre. Di fatto, i negozi della città storica, possono aprire tutte le domeniche dell'anno, considerando che per il mese di dicembre è previsto l'orario natalizio. Una discriminazione, quindi, a spese non solo dei grandi centri commerciali, ma anche di quei negozi di periferia, come i supermercati, che pure si rivelano indispensabili per chi lavorando tutta la settimana riesce a trovare tempo e tranquillità per le spese, soprattutto alimentari, soltanto di domenica. Per tutti gli esercizi commerciali non situati nelle zone «storiche», o meglio sarebbe definirle turistiche, vige il divieto di apertura domenicale praticamente da gennaio ad aprile.
Una legge che però non piace all'assessore capitolino al Commercio, Gaetano Rizzo, che aveva in programma la sua ridefinizione proprio per andare verso quella metropoli in grado di fornire servizi ventiquattr'ore su ventiquattro. Ma se per quanto riguarda il Comune si dovrà attendere qualche mese per una nuova ordinanza, la Regione, che è poi l'ente preposto a modificare la legge, ha già messo in cantiere una proposta di modifica per la disciplina gli orari degli esercizi di vendita al dettaglio e di consentire quindi quella libertà di scelta fondamentale per una sana concorrenza da una parte e per offrire servizi completi non solo ai turisti ma anche ai residenti.

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11/02/2008










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