I dati,
elaborati dall'Agenzia per la protezione dell'ambiente
(Apat) e contenuti nel «Rapporto rifiuti 2007», confermano
il Lazio come la regione che smaltisce in discarica le
maggiori quote di rifiuti: oltre 2,8 milioni di tonnellate,
pari all'85% dei rifiuti prodotti. La sola provincia di
Roma smaltisce in discarica oltre 2 milioni di tonnellate
di rifiuti, 1,5 dei quali nel comune di Roma. La quota è
indirettamente confermata dalla bassa percentuale di
raccolta differenziata effettuata nella regione: 11% contro
il 49,1% del Trentino Alto Adige, che detiene il primato, e
l'11,3% della Campania, che è ancora in piena emergenza.
Solo Roma e Latina si attestano al di sopra del 10%
(rispettivamente 16% e 10,5%), mentre decisamente più bassa
è la raccolta differenziata nelle province di Viterbo
(7,7%), Rieti (4,5%) e Frosinone (4,3%).
Non mancano
le polemiche. «Sono perfettamente d'accordo sulla proposta
fatta dal presidente dell'Autority sui servizi pubblici
locali del Comune di Roma, Paolo Leon, di una mini
liberalizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti -
spiega Donato Robilotta, capogruppo regionale dei
Socialisti riformisti - Sono perfettamente d'accordo che
dove il servizio pubblico non funzioni sia giusto che
entrino i privati. Nel caso di persistenti disfunzioni del
servizio di raccolta dei rifiuti l'amministrazione comunale
non deve avere le mani legate dall'azienda municipalizzata
ma deve potersi rivolgere, attraverso una gara pubblica, al
privato».
«È sorprendente constatare che il piano di
adeguamento dei rifiuti approvato da Marrazzo si fermi agli
auspici». È quanto ha affermato il capogruppo di Forza
Italia, Alfredo Pallone, che ha aggiunto: «A fronte di
un'emergenza nazionale nella quale il Lazio e Roma sono
individuate come aree pronte a esplodere, come del resto
certificato dall'Apat, la delibera varata dalla Giunta è
semplicemente una dichiarazione d'intenti che non precisa
né individua le soluzioni. Ma soprattutto, e questo
rappresenta tutto il limite dell'intervento, non ha nessun
potere prescrittivo sui Comuni inadempienti. In particolare
sulla raccolta differenziata - prosegue Pallone - la giunta
"ambientalista" sfiora il ridicolo, auspicando il
raggiungimento di una percentuale non inferiore al 45%
entro il 31 dicembre 2008 e il 65% entro il 2012. L'unico
modo di uscire da questo cul de sac - conclude Pallone - è
la realizzazione di almeno due impianti, uno in provincia
di Roma e l'altro in un territorio extraromano che ha già
dato la propria disponibilità».
L'Ama precisa: «In
riferimento ai dati dell'Apat il dato della raccolta
differenziata, che a Roma si attesta intorno al 20%, è
calcolato sulla base delle indicazioni e dei parametri
fissati dal Piano Regionale Rifiuti della Ragione Lazio. La
Regione Lazio considera materiale riciclabile anche i
rifiuti inerti (scarti da edilizia) e stabilisce che almeno
il 50% di questi rifiuti urbani deve essere avviata al
riciclo. La città di Roma, attraverso Ama, ha raggiunto
questo obiettivo e quindi il quantitativo di inerti
raccolto in maniera differenziata e avviato a recupero deve
essere a tutti gli effetti calcolato nel computo della
raccolta differenziata complessiva».
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07/02/2008