La serata, organizzata da Eur Blues e
patrocinata dal Municipio Roma XI, sarà condotta dal
giornalista Guido Bellachioma, in modo da alternare musica
dal vivo a gustosi aneddoti. Ciotti racconterà come nascono
i suoi brani, la scelta di un genere come il blues che in
Italia non ha mai avuto un grande seguito, l'influenza
della cultura popolare su di lui e l'evoluzione della sua
musica negli anni. Sul palco il bluesman sarà accompagnato,
oltre che dalla sua inseparabile band composta da Andrea
Pagani, Elio Buselli, Walter Detond e Flavinho Vargas,
anche da numerosi ospiti e amici con i quali ha
collaborato. Sono attesi, tra gli altri, Renzo Arbore, Alex
Britti, Edoardo Bennato, Roberto Gatto, Enzo Pietropaoli,
Mississipi Mood, Crystal White, Claudia Marss, Sandro
Chessa, Lucky Gargiulo e Mick Brill.
Ciotti inizia a
suonare la chitarra a dodici anni, un periodo in cui era in
verità più attratto dal calcio, praticato a livello
agonistico, che dalla musica. A quindici anni rimane
folgorato dalla leggendaria esibizione di Jimi Hendrix al
Teatro Brancaccio e decide di diventare musicista. Si getta
così a capofitto nello studio degli standard blues ed entra
a far parte nel 1970 dei Blue Morning, un gruppo
rock-progressive nel quale suonava anche il sassofonista
Maurizio Giammarco, oggi direttore della Parco della Musica
Jazz Orchestra. Un'esperienza molto formativa, della quale
resta, però, un solo album, «Blue Morning», che viene
prodotto da un giovanissimo Antonello Venditti. Per il
primo album solista bisogna aspettare il 1978, anno di
pubblicazione di «Supergasoline blues», che di fatto apre
la via italiana a un genere tipicamente americano. Allo
stesso anno appartiene la prima apparizione televisiva
accanto a Renzo Arbore ne «L'altra Domenica», alla quale
seguiranno «Quelli della notte» nel 1986 e «D.O.C.» nel
1989. Nel 1980 Ciotti apre i concerti di Bob Marley a
Milano e a Torino, suonando davanti a centomila spettatori.
Nel 1989 compone la colonna sonora di «Marrakesh Express»
di Gabriele Salvatores, che contiene la malinconica «No
more blue», la sua canzone più famosa. Il regista lo chiama
anche l'anno dopo per la colonna sonora di «Turnè», il
secondo film della cosiddetta «trilogia della fuga»,
completata nel 1991 da «Mediterraneo». L'anno scorso Ciotti
ha pubblicato per Castelvecchi la sua autobiografia,
«Unplugged», con allegato il cd «Best of» che contiene i
suoi brani più belli.
22/01/2008