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Roma

Grande festa stasera al Palladium per celebrare il bluesman italiano

Ciotti, trent'anni di carriera
assieme a Renzo Arbore Edoardo Bennato e Alex Britti

Gabriele Antonucci
Per Roberto Ciotti, il più importante bluesman italiano, quello di stasera al Teatro Palladium non sarà un semplice concerto ma una vera e propria festa per celebrare, nel quartiere dov'è nato, i trent'anni di carriera. Il musicista romano ha dimostrato, nei suoi dodici album da solista, che si può suonare il blues anche se si è nati alla Garbatella e non sul Delta del Mississipi.

La serata, organizzata da Eur Blues e patrocinata dal Municipio Roma XI, sarà condotta dal giornalista Guido Bellachioma, in modo da alternare musica dal vivo a gustosi aneddoti. Ciotti racconterà come nascono i suoi brani, la scelta di un genere come il blues che in Italia non ha mai avuto un grande seguito, l'influenza della cultura popolare su di lui e l'evoluzione della sua musica negli anni. Sul palco il bluesman sarà accompagnato, oltre che dalla sua inseparabile band composta da Andrea Pagani, Elio Buselli, Walter Detond e Flavinho Vargas, anche da numerosi ospiti e amici con i quali ha collaborato. Sono attesi, tra gli altri, Renzo Arbore, Alex Britti, Edoardo Bennato, Roberto Gatto, Enzo Pietropaoli, Mississipi Mood, Crystal White, Claudia Marss, Sandro Chessa, Lucky Gargiulo e Mick Brill.
Ciotti inizia a suonare la chitarra a dodici anni, un periodo in cui era in verità più attratto dal calcio, praticato a livello agonistico, che dalla musica. A quindici anni rimane folgorato dalla leggendaria esibizione di Jimi Hendrix al Teatro Brancaccio e decide di diventare musicista. Si getta così a capofitto nello studio degli standard blues ed entra a far parte nel 1970 dei Blue Morning, un gruppo rock-progressive nel quale suonava anche il sassofonista Maurizio Giammarco, oggi direttore della Parco della Musica Jazz Orchestra. Un'esperienza molto formativa, della quale resta, però, un solo album, «Blue Morning», che viene prodotto da un giovanissimo Antonello Venditti. Per il primo album solista bisogna aspettare il 1978, anno di pubblicazione di «Supergasoline blues», che di fatto apre la via italiana a un genere tipicamente americano. Allo stesso anno appartiene la prima apparizione televisiva accanto a Renzo Arbore ne «L'altra Domenica», alla quale seguiranno «Quelli della notte» nel 1986 e «D.O.C.» nel 1989. Nel 1980 Ciotti apre i concerti di Bob Marley a Milano e a Torino, suonando davanti a centomila spettatori. Nel 1989 compone la colonna sonora di «Marrakesh Express» di Gabriele Salvatores, che contiene la malinconica «No more blue», la sua canzone più famosa. Il regista lo chiama anche l'anno dopo per la colonna sonora di «Turnè», il secondo film della cosiddetta «trilogia della fuga», completata nel 1991 da «Mediterraneo». L'anno scorso Ciotti ha pubblicato per Castelvecchi la sua autobiografia, «Unplugged», con allegato il cd «Best of» che contiene i suoi brani più belli.

22/01/2008










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