Muniti del numero verde del ReCup e di una
breve lista di visite a cui ordinariamente si sottopongono
le donne in stato interessante, abbiamo voluto verificare
quali sono i tempi d'attesa per le prenotazioni. Per
l'ecografia ostetrica, un esame da eseguire entro il terzo
mese di gestazione, siamo particolarmente fortunati:
troviamo posto dopo una settimana. I primi problemi
iniziano però con l'ecografia morfologica, un controllo da
effettuare tra la 19esima e la 23esima settimana.
L'operatrice, già prima di consultare il database, ci
avverte: «I tempi d'attesa sono molto lunghi, c'è da
sperare in qualche disdetta». E la disdetta c'è: dopo una
settimana è disponibile un posto al Policlinico Casilino.
Ma se non approfittiamo subito della fortunata occasione,
rischiamo di accodarci alla normale lista di prenotazione,
dove la prossima data utile è tra 77 giorni, ossia dopo due
mesi e mezzo.
Passiamo poi ad un esame da compiere tra
la 28esima e la 32esima settimana, l'ecografia ostetrica
con flussimetria: prima di 3 mesi non è possibile prenotare
nulla.
Per il monitoraggio, un controllo del nono mese
solitamente prescritto dai ginecologi nel corso dell'ottavo
mese, troviamo posto dopo 29 giorni al Santo Spirito, dopo
33 giorni al Pertini e dopo 47 giorni al San Giovanni:
tutte date che, potenzialmente, potrebbero oltrepassare il
giorno del parto.
Nel caso in cui durante lo stato
interessante sopravvengano dei fattori di rischio, come ad
esempio il diabete gestazionale, una delle patologie
tipiche del periodo di gravidanza, in determinate strutture
sanitarie romane i tempi d'attesa per i controlli possono
diventare ancora più insostenibili: per una visita
diabetologica al Policlinico Casilino occorre attendere 108
giorni ed al Policlinico di Tor Vergata addirittura 4 mesi.
Mentre per una visita endocrinologica al Pertini si possono
aspettare perfino 7 mesi.
Ma c'è anche un'altra
questione che lascia perplessi: le donne incinte hanno
diritto ad eseguire gratuitamente, senza partecipazione al
costo (ticket), le prestazioni specialistiche e
diagnostiche previste dal Ministero della Salute nel
Decreto del 10 settembre 1998. Peccato però che gli esami
esenti da ticket non vengano ritenuti esaurienti per il
monitoraggio di una gravidanza: le prestazioni
specialistiche abitualmente prescritte dai ginecologi per
il controllo di una gestazione fisiologica, ossia che
decorre senza particolari problemi, superano
sistematicamente quelle elencate nel Decreto ministeriale.
Per accorgersene basta scaricare da internet un calendario
con gli esami da effettuare nel corso di una gravidanza
«normale». O chiedere a qualche neomamma: «La mia è stata
una gravidanza senza rischi, del tutto tranquilla - dice
una giovane 28enne - Eppure, la ginecologa, per tutelare la
mia salute e quella di mio figlio, mi ha prescritto varie
visite non esenti da ticket: oltre alle tre ecografie
convenzionate nel primo, nel secondo e nel terzo trimestre,
ne ho effettuate altre due a pagamento. Sempre in maniera
non convenzionata ho eseguito una Traslucenza Nucale ed un
Bitest, due esami necessari per identificare i feti a
rischio per la sindrome di Down, ed un EcoCardiogramma
fetale, per verificare l'eventuale presenza di anomalie
cardiache. Ho pagato anche per sottopormi ad ulteriori
analisi del sangue, non incluse tra quelle esentate dalla
partecipazione al costo. Complessivamente, ho speso sui
1.500 euro svolgendo privatamente le visite non
convenzionate».
21/01/2008