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Roma

Donne incinte, esami impossibili I controlli? Solo dopo il parto

Emanuela Astolfi
"No". È la risposta alla domanda: «Per le donne incinte è sempre possibile accaparrarsi per tempo gli appuntamenti per i controlli presso le Asl e le aziende ospedaliere capitoline?». Ed è anche la negazione a cui si devono abituare le future mamme convinte che, nel corso di una gravidanza normale, tutti gli esami consigliati e prescritti dai ginecologi siano esenti da ticket.


Muniti del numero verde del ReCup e di una breve lista di visite a cui ordinariamente si sottopongono le donne in stato interessante, abbiamo voluto verificare quali sono i tempi d'attesa per le prenotazioni. Per l'ecografia ostetrica, un esame da eseguire entro il terzo mese di gestazione, siamo particolarmente fortunati: troviamo posto dopo una settimana. I primi problemi iniziano però con l'ecografia morfologica, un controllo da effettuare tra la 19esima e la 23esima settimana. L'operatrice, già prima di consultare il database, ci avverte: «I tempi d'attesa sono molto lunghi, c'è da sperare in qualche disdetta». E la disdetta c'è: dopo una settimana è disponibile un posto al Policlinico Casilino. Ma se non approfittiamo subito della fortunata occasione, rischiamo di accodarci alla normale lista di prenotazione, dove la prossima data utile è tra 77 giorni, ossia dopo due mesi e mezzo.
Passiamo poi ad un esame da compiere tra la 28esima e la 32esima settimana, l'ecografia ostetrica con flussimetria: prima di 3 mesi non è possibile prenotare nulla.
Per il monitoraggio, un controllo del nono mese solitamente prescritto dai ginecologi nel corso dell'ottavo mese, troviamo posto dopo 29 giorni al Santo Spirito, dopo 33 giorni al Pertini e dopo 47 giorni al San Giovanni: tutte date che, potenzialmente, potrebbero oltrepassare il giorno del parto.
Nel caso in cui durante lo stato interessante sopravvengano dei fattori di rischio, come ad esempio il diabete gestazionale, una delle patologie tipiche del periodo di gravidanza, in determinate strutture sanitarie romane i tempi d'attesa per i controlli possono diventare ancora più insostenibili: per una visita diabetologica al Policlinico Casilino occorre attendere 108 giorni ed al Policlinico di Tor Vergata addirittura 4 mesi. Mentre per una visita endocrinologica al Pertini si possono aspettare perfino 7 mesi.
Ma c'è anche un'altra questione che lascia perplessi: le donne incinte hanno diritto ad eseguire gratuitamente, senza partecipazione al costo (ticket), le prestazioni specialistiche e diagnostiche previste dal Ministero della Salute nel Decreto del 10 settembre 1998. Peccato però che gli esami esenti da ticket non vengano ritenuti esaurienti per il monitoraggio di una gravidanza: le prestazioni specialistiche abitualmente prescritte dai ginecologi per il controllo di una gestazione fisiologica, ossia che decorre senza particolari problemi, superano sistematicamente quelle elencate nel Decreto ministeriale. Per accorgersene basta scaricare da internet un calendario con gli esami da effettuare nel corso di una gravidanza «normale». O chiedere a qualche neomamma: «La mia è stata una gravidanza senza rischi, del tutto tranquilla - dice una giovane 28enne - Eppure, la ginecologa, per tutelare la mia salute e quella di mio figlio, mi ha prescritto varie visite non esenti da ticket: oltre alle tre ecografie convenzionate nel primo, nel secondo e nel terzo trimestre, ne ho effettuate altre due a pagamento. Sempre in maniera non convenzionata ho eseguito una Traslucenza Nucale ed un Bitest, due esami necessari per identificare i feti a rischio per la sindrome di Down, ed un EcoCardiogramma fetale, per verificare l'eventuale presenza di anomalie cardiache. Ho pagato anche per sottopormi ad ulteriori analisi del sangue, non incluse tra quelle esentate dalla partecipazione al costo. Complessivamente, ho speso sui 1.500 euro svolgendo privatamente le visite non convenzionate».

21/01/2008










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