Stavolta il
direttore generale dell'Umberto I, Ubaldo Montaguti, va
all'attacco.
Scusi direttore ma ora ci sarà un'altra
bufera. Un anno dopo il primo scandalo si torna a parlare
di un ospedale indecente...
«I nostri pazienti la
pensano diversamente perché continuano a venire da noi per
curarsi da malattie serie. Le assicuro che sono contenti».
Sì ma le carenze sono documentate.
«Sulle
fotografie che sono state pubblicate l'anno scorso da
"L'Espresso" non ci metterei la mano sul fuoco».
Perché
non l'ha detto l'anno passato?
«Perché c'è stato tutto
quel clamore, non volevo peggiorare la situazione. Ma lo
dico ora. Ho visto pure le nuove foto: c'è un pavimento
lucido su cui qualcuno ha sistemato delle cicche, è un'area
chiusa al pubblico con tanto di cartello».
Pensa che ci
sia qualcuno che lavori contro il miglioramento del
nosocomio?
«C'è un gruppuscolo di intossicatori, di
tentati guastatori, frustrati perché nella vita non sono
riusciti a fare granché. Sono venuti i Nas e non hanno
trovato niente. Qui, piuttosto, ci sono professionisti di
grandissima levatura. Certo tanti non vogliono cambiare le
cose, rinunciare ai loro privilegi. Ma l'università è
arrivata a un punto di non ritorno. Il preside Frati ha
chiamato me perché sapeva che ero un rompicoglioni. Non ho
alcuna paura di decidere ma ci sono tante decisioni su cui
devo mediare. Le assicuro che la forza dell'università è
immensa».
I tunnel sono il simbolo del degrado. A che
punto siete con i lavori?
«Le gare sono state concluse.
Ora c'è una fase istruttoria, poi firmeremo il contratto
con la ditta vincitrice e ci sarà il progetto esecutivo. I
lavori partiranno a febbraio. Il punto è che sono in quello
stato da quarant'anni. Ma nell'ospedale non c'è sporcizia:
mi gioco il braccio sinistro che sia così. Lo dico perché
sono mancino».
Come si difenderà dalle prevedibili
polemiche che scoppieranno?
«Basta farsi un giro al
Policlinico o chiedere ai pazienti. Abbiamo fatto un grande
lavoro. Nel giro di due anni e mezzo è stato dimezzato il
deficit, passato da 164 a 80 milioni di euro. Questo benché
i fondi a nostra disposizione siano stati ridotti. Inoltre
abbiamo razionalizzato gli interventi: curiamo i pazienti
con patologie gravi, gli altri li mandiamo negli
ambulatori. Abbiamo corretto tante cose. Prima i malati
facevano quattro esami in quattro presìdi differenti, ora
in uno solo. Sembra poco? Non lo è».
Farà una
conferenza stampa?
«Sì, incontrerò i giornalisti. Ma
per mostrare come abbiamo rimesso a posto la viabilità e i
parcheggi all'interno dell'ospedale».
04/01/2008