• BENESSERE
  • CINEMA
  • INCONTRI
Dieta Club
Mooovie
trova l'anima gemella
CERCA NEL SITO

Roma

Eleonora Sannibale e.sannibale@iltempo.it Continua la ...

Eleonora Sannibale
e.sannibale@iltempo.it
Continua la polemica sulla svendita delle case di pregio da parte dell'ex Iacp di Roma. Sulla questione interviene il capogruppo alla Regione Lazio dei Socialisti Riformisti, Donato Robilotta, dichiarando «vergognosa» la faccenda di svendopoli.

«Quello di chi compra case popolari a prezzi irrisori e le rivende subito dopo a prezzi di mercato è uno scandalo cui bisogna porre fine - afferma il consigliere - Tra il 2006 e il 2007, sino ad oggi, sono stati venduti 1.440 appartamenti e l'Ater ha recuperato da questa vendita 82 milioni di euro, per cui le case sono state vendute a un prezzo medio di 56.954 euro, in pratica a 729 euro a mq. Basti pensare che le case di pregio sono state vendute in questo modo: a via Oslavia, in Prati, 96,79 mq a 81.567 euro, 842 euro al mq contro un prezzo medio di mercato pari a 9.850 euro a mq; a piazza S. Maria Liberatrice, a Testaccio, 68 mq a 46.327 euro, a 679 euro a mq contro un prezzo medio di mercato pari a 9.363 euro». Ma la polemica non riguarda solo l'Ater. Critiche forti da parte dello stesso Robilotta vengono fatte anche al Comune di Roma che «ha venduto una parte consistente del proprio patrimonio immobiliare, non di edilizia residenziale pubblica, al prezzo di meno di un quinto del valore reale, provocando così un danno enorme a tutti i cittadini che pagano le tasse e che sono i veri proprietari degli immobili pubblici - afferma il consigliere - Il Comune ha venduto appartamenti in Corso Rinascimento a 1.665 euro al mq, quando il prezzo medio di mercato in quella zona è di oltre 10 mila euro al mq e appartamenti davanti al Parlamento di 126,89 mq a 271.504 euro.
Robilotta conclude poi: «Io mi batterò affinché nella zona di pregio ci siano tutte le case del centro, che queste vengano vendute a prezzo di mercato, con la salvaguardia che chi non può vi resta in affitto, che venga cancellata la sanatoria degli abusivi, che nelle case popolari vi resti solo chi ne ha diritto e che si paghi un canone certo ancorato percentualmente al proprio reddito».

04/12/2007










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro