«Quello di chi compra case popolari a prezzi
irrisori e le rivende subito dopo a prezzi di mercato è uno
scandalo cui bisogna porre fine - afferma il consigliere -
Tra il 2006 e il 2007, sino ad oggi, sono stati venduti
1.440 appartamenti e l'Ater ha recuperato da questa vendita
82 milioni di euro, per cui le case sono state vendute a un
prezzo medio di 56.954 euro, in pratica a 729 euro a mq.
Basti pensare che le case di pregio sono state vendute in
questo modo: a via Oslavia, in Prati, 96,79 mq a 81.567
euro, 842 euro al mq contro un prezzo medio di mercato pari
a 9.850 euro a mq; a piazza S. Maria Liberatrice, a
Testaccio, 68 mq a 46.327 euro, a 679 euro a mq contro un
prezzo medio di mercato pari a 9.363 euro». Ma la polemica
non riguarda solo l'Ater. Critiche forti da parte dello
stesso Robilotta vengono fatte anche al Comune di Roma che
«ha venduto una parte consistente del proprio patrimonio
immobiliare, non di edilizia residenziale pubblica, al
prezzo di meno di un quinto del valore reale, provocando
così un danno enorme a tutti i cittadini che pagano le
tasse e che sono i veri proprietari degli immobili pubblici
- afferma il consigliere - Il Comune ha venduto
appartamenti in Corso Rinascimento a 1.665 euro al mq,
quando il prezzo medio di mercato in quella zona è di oltre
10 mila euro al mq e appartamenti davanti al Parlamento di
126,89 mq a 271.504 euro.
Robilotta conclude poi: «Io
mi batterò affinché nella zona di pregio ci siano tutte le
case del centro, che queste vengano vendute a prezzo di
mercato, con la salvaguardia che chi non può vi resta in
affitto, che venga cancellata la sanatoria degli abusivi,
che nelle case popolari vi resti solo chi ne ha diritto e
che si paghi un canone certo ancorato percentualmente al
proprio reddito».
04/12/2007