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Roma

A Ponte Marconi e Ponte Milvio

Destra e sinistra, sfida sicurezza. La rom: troppi cittadini dell'Est

«Tanti romeni a Roma non dovevano arrivare». Nel pomeriggio in cui la Fiamma Tricolore ha tenuto una manifestazione veloce e non autorizzata a Ponte Milvio, e la sinistra dei centri sociali ne ha inscenato un'altra, come controcanto, su Ponte Marconi, è una ragazza bionda di 21 anni, Daniela, rom, ci tiene a precisare bosniaca e musulmana, residente in uno dei tanti container sulla via Pontina, ieri a Ponte Marconi per rappresentare la sua gente, a condensare una curiosa sintesi della giornata.

«Io sono nata in Italia - dice - sono una educatrice dell'associazione "Save the children" e dico che i rom non si sono mai resi responsabili di tanta violenza: stupri, rapine, sevizie. I rom possono rubare ma non amnmazzare. L'errore di questa situazione? Aver permesso a tanta gente di entrare senza che si sapesse niente sul loro conto: precedenti penali e capacità si sussistenza».
La gente italiana che sta con Daniela, invece, pensa altro. Sono dei centri sociali La Strada, Acrobax, Macchia Rossa e Factory. Insieme ci sono anche politici. Come l'assessore dell'XI Municipio, Gianluca Peciola: «È la politica dell'accoglienza che manca. L'integrazione non si fa cacciando, ma organizzando strutture dove poter ospitare queste persone. Quello che sta accadendo fra 30 anni sui libri di storia saranno pagine di terrore e inciviltà».
Di parere opposto il segretario della Fiamma tricolore, Luca Romagnoli, in strada con altri trecento manifestanti: «Questa non è politica dell'accoglienza. È un'invasione che mina la nostra sicurezza. Prima si tollera e poi ci si preoccupa. Veltroni vada a fare il sindaco di Mosca».
Fab. Dic.

11/11/2007










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