• BENESSERE
  • CINEMA
  • INCONTRI
Dieta Club
Mooovie
trova l'anima gemella
CERCA NEL SITO

Roma

Metro C, dalle indagini tesori nascosti e sconosciuti

Francesca Mariani
L'avventura sotto Roma antica comincia dai cantieri della metro C il cui percorso dovrebbe collegare San Giovanni a piazzale Clodio, attraversando il centro storico. Un tracciato che ha già subito variazioni e modifiche proprio per la delicatezza delle zone da attraversare.

Così, mentre i sondaggi e gli scavi proseguono è possibile conoscere quello che finora è stato scoperto o «ritrovato». Come? Con un viaggio virtuale in grado di stimolare la curiosità per tutto quello che l'Urbe custodisce sotto strade, piazze, chiese, palazzi. I sondaggi di scavo lungo il percorso portano alla luce mura, anfore, edifici stratificati nel corso dei millenni, antichi tracciati. Molti sono già noti perchè scoperti in passato, mappati e ricoperti alla vista mentre altri rappresentano ulteriore elementi di conoscenza della storia della vita della Città Eterna. Basta un click sul sito archeoroma.beniculturali.it/sar2000/metroc, per entrare al di là delle recinzioni dei cantieri e "visitare" luoghi sconosciuti ai più.
Ci sono tutte i risultati completi o in stato di avanzamento delle indagini prelimirari.Leggendo e osservando le fotografie dei reperti rinvenuti possiamo apprendere dai ricercatori qualcosa in più o che forse neppure immaginavamo sul nostro ricco sottosuolo. Ad esempio che «il cantiere Metro C di piazza della Chiesa Nuova è situato davanti alla chiesa di S. Maria in Vallicella, nell'antico Campo Marzio, vicino al canale artificiale fatto costruire da Agrippa, l'Euripus, il cui percorso, in questo tratto, sembra coincidere con quello di corso Vittorio Emanuele II. La zona, a carattere spiccatamente monumentale sin dal II sec. a.C., inizia ad essere interessata in modo significativo anche dall'edilizia privata a partire dal regno di Domiziano. L'indagine archeologica, consistente in due sondaggi, ha finora individuato ambienti relativi alle cantine di fabbricati, nonchè condotti fognari, pertinenti all'assetto urbanistico della zona anteriore alla realizzazione del sagrato della Chiesa Nuova, eretta intorno al 1572. Lo scavo ha raggiunto m. 3/3,50 circa di profondità. Al disotto di tale quota si attestano nella zona i ritrovamenti di epoca romana. L'area è notoriamente una delle più a rischio. Strutture archeologiche variamente interpretate sono state rimesse in vista a più riprese nella zona (Cenotafio di Agrippa? Ara di Dite?). Anche il carotaggio SN11 effettuato nella piazza aveva confermato che lo strato vergine si attesta intorno agli 8-9 metri di profondità e che tra -2,30 a -7.00 metri è documentata una ricca stratigrafia archeologica, con presenza di probabili strutture nella piazza». In un altro capitolo, quello che riguarda la stazione Risorgimento, ecco cosa è emerso dai saggi di scavo.
«Dal punto di vista archeologico, si colloca in un'area anticamente interessata dal tracciato della via Trionfale antica e dalle annesse necropoli già in gran parte tornate in luce all'interno della città vaticana. Le strutture archeologiche rinvenute si concentrano principalmente nei pressi di via di Porta Angelica. Tutta l'area, comunque, è interessata da notevoli rinvenimenti (tratti di basolato romano, materiale sporadico riconducibile a sepolture, frammenti di pavimentazioni a mosaico, bolli) riferibili ad epoca romana medievale e rinascimentale; ulteriore conferma di presenze archeologiche è emersa dai carotaggi effettuati nell'area».
Ancor più suggestivi i rinvenimenti dei diversi saggi di scavo a piazza Venezia. Ecco alcuni stralci del saggio denominato S8: «dopo la rimozione delle strutture post-antiche sono stati riportati alla luce tre ambienti di età tardoantica in opera laterizia, che si affacciano ad ovest sui resti della via Flaminia. L'esplorazione degli ambienti ha permesso di individuare piani di frequentazione medievali con focolari in laterizi, impostati su livelli tardoantichi e fosse riferibili ad attività metallurgiche. All'esterno degli edifici, rimossi gli acciottolati medievali, è emersa la pavimentazione della via Flaminia nella fase tardoantica...», ma c'è ancora molto da leggere e da saggiare.

08/11/2007










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro