Così, mentre i sondaggi e gli
scavi proseguono è possibile conoscere quello che finora è
stato scoperto o «ritrovato». Come? Con un viaggio virtuale
in grado di stimolare la curiosità per tutto quello che
l'Urbe custodisce sotto strade, piazze, chiese, palazzi. I
sondaggi di scavo lungo il percorso portano alla luce mura,
anfore, edifici stratificati nel corso dei millenni,
antichi tracciati. Molti sono già noti perchè scoperti in
passato, mappati e ricoperti alla vista mentre altri
rappresentano ulteriore elementi di conoscenza della storia
della vita della Città Eterna. Basta un click sul sito
archeoroma.beniculturali.it/sar2000/metroc, per entrare al
di là delle recinzioni dei cantieri e "visitare" luoghi
sconosciuti ai più.
Ci sono tutte i risultati completi
o in stato di avanzamento delle indagini
prelimirari.Leggendo e osservando le fotografie dei reperti
rinvenuti possiamo apprendere dai ricercatori qualcosa in
più o che forse neppure immaginavamo sul nostro ricco
sottosuolo. Ad esempio che «il cantiere Metro C di piazza
della Chiesa Nuova è situato davanti alla chiesa di S.
Maria in Vallicella, nell'antico Campo Marzio, vicino al
canale artificiale fatto costruire da Agrippa, l'Euripus,
il cui percorso, in questo tratto, sembra coincidere con
quello di corso Vittorio Emanuele II. La zona, a carattere
spiccatamente monumentale sin dal II sec. a.C., inizia ad
essere interessata in modo significativo anche
dall'edilizia privata a partire dal regno di Domiziano.
L'indagine archeologica, consistente in due sondaggi, ha
finora individuato ambienti relativi alle cantine di
fabbricati, nonchè condotti fognari, pertinenti all'assetto
urbanistico della zona anteriore alla realizzazione del
sagrato della Chiesa Nuova, eretta intorno al 1572. Lo
scavo ha raggiunto m. 3/3,50 circa di profondità. Al
disotto di tale quota si attestano nella zona i
ritrovamenti di epoca romana. L'area è notoriamente una
delle più a rischio. Strutture archeologiche variamente
interpretate sono state rimesse in vista a più riprese
nella zona (Cenotafio di Agrippa? Ara di Dite?). Anche il
carotaggio SN11 effettuato nella piazza aveva confermato
che lo strato vergine si attesta intorno agli 8-9 metri di
profondità e che tra -2,30 a -7.00 metri è documentata una
ricca stratigrafia archeologica, con presenza di probabili
strutture nella piazza». In un altro capitolo, quello che
riguarda la stazione Risorgimento, ecco cosa è emerso dai
saggi di scavo.
«Dal punto di vista archeologico, si
colloca in un'area anticamente interessata dal tracciato
della via Trionfale antica e dalle annesse necropoli già in
gran parte tornate in luce all'interno della città
vaticana. Le strutture archeologiche rinvenute si
concentrano principalmente nei pressi di via di Porta
Angelica. Tutta l'area, comunque, è interessata da notevoli
rinvenimenti (tratti di basolato romano, materiale
sporadico riconducibile a sepolture, frammenti di
pavimentazioni a mosaico, bolli) riferibili ad epoca romana
medievale e rinascimentale; ulteriore conferma di presenze
archeologiche è emersa dai carotaggi effettuati nell'area».
Ancor più suggestivi i rinvenimenti dei diversi saggi
di scavo a piazza Venezia. Ecco alcuni stralci del saggio
denominato S8: «dopo la rimozione delle strutture
post-antiche sono stati riportati alla luce tre ambienti di
età tardoantica in opera laterizia, che si affacciano ad
ovest sui resti della via Flaminia. L'esplorazione degli
ambienti ha permesso di individuare piani di frequentazione
medievali con focolari in laterizi, impostati su livelli
tardoantichi e fosse riferibili ad attività metallurgiche.
All'esterno degli edifici, rimossi gli acciottolati
medievali, è emersa la pavimentazione della via Flaminia
nella fase tardoantica...», ma c'è ancora molto da leggere
e da saggiare.
08/11/2007