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Roma

Natalia Poggi n.poggi@iltempo.it Metti una giornata alle ...

Natalia Poggi
n.poggi@iltempo.it
Metti una giornata alle terme senza pagare una lira. Preparati per l'occasione una borsa con accappatoio, ciabattine, costume ecc. Qualche pagnottella e una bottiglia di minerale. E vai a Viterbo dove c'è il Bullicame, sorgente d'acqua bollente e solforosa (d'inverno emana vapori fumanti e sembra di stare nell'Inferno di Dante).

Il Comune, proprietario della zona che oltretutto è sito archeologico, ha messo in sicurezza la pozza con una spessa vetrata che permette l'uscita di una piccola quantità di acqua, che viene canalizzata in una sorta di vasca artificiale. Tre, quattro pozze dove immergersi facendosi cullare dalle acque calde anche di notte.
Poi ci sono le terme di Bagnaccio: la strada è quella che da Viterbo va al lago di Bolsena. Si devia verso Marta e poco dopo sulla sinistra in prossimità di un rudere c'è una strada bianca che porta alle vasche. Sono «nature» al 100% perchè le vasche non sono cementate. L'acqua che proviene dalle viscere della terra è a 60° ma non ci si ustiona perchè è convogliata.
A Civitavecchia ci sono le vecchie terme di Traiano soprannominate «La Ficoncella»: vasche di acqua caldissima (da 36 a 56 gradi) e curativa per artropatie, dermatiti e allergie. Ora sono gestite da una cooperativa ma sempre un pò alla buona. La compagnia è eterogenea, l'umanità è varia: chi c'è stato una volta, ci ritorna. Poi ci sono le terme di Saturnia (quelle gratis) ma sono comunque prese d'assalto.
Sono carine pure le Terme del Petriolo, in provincia di Siena (la strada è da Siena verso Grosseto, l'uscita è segnalata). Le acque vanno a finire nel fiume Merse, quindi c'è la possibilità di alternare il bagno caldo a quello freddo.

05/11/2007










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