Il Comune, proprietario della
zona che oltretutto è sito archeologico, ha messo in
sicurezza la pozza con una spessa vetrata che permette
l'uscita di una piccola quantità di acqua, che viene
canalizzata in una sorta di vasca artificiale. Tre, quattro
pozze dove immergersi facendosi cullare dalle acque calde
anche di notte.
Poi ci sono le terme di Bagnaccio: la
strada è quella che da Viterbo va al lago di Bolsena. Si
devia verso Marta e poco dopo sulla sinistra in prossimità
di un rudere c'è una strada bianca che porta alle vasche.
Sono «nature» al 100% perchè le vasche non sono cementate.
L'acqua che proviene dalle viscere della terra è a 60° ma
non ci si ustiona perchè è convogliata.
A Civitavecchia
ci sono le vecchie terme di Traiano soprannominate «La
Ficoncella»: vasche di acqua caldissima (da 36 a 56 gradi)
e curativa per artropatie, dermatiti e allergie. Ora sono
gestite da una cooperativa ma sempre un pò alla buona. La
compagnia è eterogenea, l'umanità è varia: chi c'è stato
una volta, ci ritorna. Poi ci sono le terme di Saturnia
(quelle gratis) ma sono comunque prese d'assalto.
Sono
carine pure le Terme del Petriolo, in provincia di Siena
(la strada è da Siena verso Grosseto, l'uscita è
segnalata). Le acque vanno a finire nel fiume Merse, quindi
c'è la possibilità di alternare il bagno caldo a quello
freddo.
05/11/2007