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Roma

Ztl, pioggia di ricorsi contro i nuovi orari

Damiana Verucci
Sono in arrivo una pioggia di ricorsi al Giudice di Pace per multe comminate «ingiustamente» ai romani che sono entrati nelle zone a traffico limitato il venerdì e il sabato dopo le 21, fidandosi dei cartelli in cui sono indicati ancora i vecchi orari notturni.

A lanciare l'allarme è il difensore civico di Roma Ottavio Marotta che spiega: «Laddove, pur in presenza di varco attivo, c'è ancora l'indicazione dei vecchi orari di accesso, l'automobilista può contestare la multa che gli viene notificata». Il cittadino non è infatti tenuto a sapere che dallo scorso 26 ottobre gli orari della Ztl sono stati unificati per tutte le zone interessate dal divieto di accesso: Rione Monti, Trastevere, Centro storico, Testaccio e San Lorenzo (la zona diventa off limits alle 21). In presenza di cartello che indica ancora il divieto dalle 23, può dunque «legittimamente» entrare in centro con la propria automobile e questo anche se il varco vicino riporta la scritta «attivo». «Le due informazioni infatti - continua Marotta - si escludono. Cosa vale, il varco o il cartello con i vecchi orari? Nel dubbio, una volta arrivata a casa la sanzione, il cittadino può ricorrere per ottenere l'annullamento». Il problema nasce dal fatto che a distanza di una settimana dall'inizio del nuovo provvedimento adottato dall'amministrazione comunale, non si è provveduto ancora a sostituire tutti i cartelli vicino ai varchi e diversi cittadini hanno continuato ad entrare nella Ztl dopo le 21 per poi chiedere spiegazioni allo stesso difensore civico.
«Temo - precisa ancora Marotta - che ci ritroveremo presto con una pioggia di ricorsi al Giudice di Pace anche perché l'indicazione da parte nostra a non pagare in presenza di quei cartelli è chiara». L'avvocato, sempre in prima linea per la difesa dei diritti dei cittadini, ha già in realtà provveduto a comunicare alla Sta con una lettera scritta che nei cartelli deve essere inserito il nuovo orario perché così come sono non hanno alcun valore ai fini di ritenere valida la sanzione. Dall'altra parte Marotta raccomanda ai romani di stare ben attenti alla data in cui è stata eventualmente comminata la sanzione, all'orario e al varco d'ingresso indicato. «Se si tratta di una multa elevata dopo il 26 ottobre e se il cartello vicino al varco indica ancora come orario le 23, il cittadino può ricorrere al Giudice di Pace o, in una seconda ipotesi, inviare una lettera al Comune facendo presente il fatto». Meglio ancora, insiste il difensore civico, se insieme alla missiva si allega anche una foto del cartello con il vecchio orario. Le possibilità di vedersi annullare la sanzione anche solo informando il Comune, secondo Marotta, sono molto elevate. Intanto, però, la valanga di ricorsi al Giudice di Pace è attesa. E non è difficile crederlo solo osservando quello che è accaduto in uno dei varchi maggiormente presi d'assalto il venerdì e il sabato sera, quello di via Tomacelli. Decine di automobilisti, il primo weekend del nuovo provvedimento, si sono fermati di fronte al cartello che segnalava il divieto di accesso a partire dalle 23 (orario rimasto scritto almeno fino allo scorso 1° novembre secondo quanto da noi verificato), e guardando poi il varco che segnalava, al contrario, di essere attivo, hanno deciso alcuni di fare marcia indietro fidandosi di questa seconda indicazione, altri di oltrepassare il varco restando invece fedeli al cartello. Si può facilmente immaginare che questi ultimi vedranno recapitarsi presto a casa la multa per essere entrati nella zona a traffico limitato e si chiederanno perché. A loro arriva l'ultima indicazione di Marotta: «Avete 60 giorni di tempo per ricorrere, fatelo perché in questa occasione non è giusto che paghiate».

04/11/2007










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