Il quartiere è uno dei più residenziali e dei più
ricchi della Capitale, nel quadrante Nord. Tra ville e
appartamenti di lusso, il bilancio dell'azione avrebbe
potuto essere ben più grave. Anche perché poco prima del
rogo dei ciclomotori erano andati a fuoco alcuni
cassonetti: quattro a via Ferrero da Cambiano e uno nella
vicina via Stefano Jacini. Probabile che l'innesco delle
fiamme che hanno distrutto auto e motorini sia partito
proprio da qui.
Sul posto sono intervenuti gli agenti
del 112, 113 e tre mezzi dei Vigili del Fuoco già occupati
in precedenza nello spegnimento del rogo dei contenitori
dell'immondizia. I veicoli sono andati completamente
distrutti e il fumo ha invaso un'abitazione ad uso ufficio
rendendo irrespirabile l'aria nel vano delle scale. Nessun
ferito né problemi agli inquilini, assicurano gli agenti
accorsi a Collina Fleming.
Secondo gli investigatori,
le cause del rogo dei ciclomotori sono «imprecisate»: nelle
vie colpite, infatti, non sono state ritrovate bottiglie né
qualche traccia di miccia che possa far addebitare con
certezza l'episodio ad un'origine dolosa.
Nessun
testimone poi che abbia potuto fornire alcun dettaglio agli
investigatori. Eppure è impossibile non pensare al
piromane, mai del tutto fermato, che da qualche anno, con
un semplice gesto, riduce in cenere, in un attimo,
cassonetti e mezzi di trasporto privati. Nelle strade
avvolte dal buio della notte. Dal centro alla
periferia.
03/11/2007