Si presentava ai
sacerdoti, affranto, voce bassa e ben vestito, faceva la
sua richiesta, senza destare sospetti, pagava coi soldi
fasulli e dal parroco intascava denaro vero. Una volta
faceva richieste di preghiere per la madre scomparsa,
un'altra per il padre, poi la moglie o un figlio. Insomma,
l'uomo inventava storie disgraziate sempre diverse,
evitando di raccontare la stessa frottola.
A scoprire
il vizietto la compagnia carabinieri di Frascati, comandata
dal capitano Giorgio Palazzotto. Finora sono otto le chiese
accertate dove il tale andava a chieder messa. Sei sono nel
Comune di Colonna e dintorni, e due nella zona sudest della
Capitale. Gli investigatori sono sicuri che altre vittime
si aggiungeranno all'elenco. Ottocento finora gli euro
falsi sequestrati dai militari. Sono arrivati al soggetto
andando a leggere l'elenco dei pregiudicati per il reato di
truffa e gli stratagemmi usati per mettere a segno i loro
colpi, zone geografiche comprese. I carabinieri hanno
stretto il cerchio e alla fine sono arrivati al truffatore
romano.
«Il costo di una messa - spiegano gli
investigatori - va da 20 a 30 euro. Il truffatore tirava
fuori dalle tasche sempre una banconota falsa da 100, il
sacerdote di solito non faceva problemi, la prendeva
portando il resto e ringraziava».
Nella maggior parte
dei casi, sono stati i carabinieri ad avvertire i parroci
che sono stati gabbati dal sedicente parente addolorato.
Loro non si erano accorti di nulla, non avevano notato
alcuna differenza tra la banconota vera e quella falsa. Gli
accertamenti comunque continuano. Soprattutto per risalire
al fornitore di soldi falsi.