Dimezzati, però, anche
nei poteri di prevenzione. Sì perché, nonostante abbiano un
tesserino di pubblica sicurezza rilasciato con tutti i
crismi dal ministero dell'Interno, possono intervenire solo
se c'è una flagranza di reato. «Ma solo come fossimo
normali cittadini - spiega a Il Tempo, Sidney Journo,
addetto alla vigilanza del Foro ed esponente della
Associazione dei Beni Culturali (Abc)-. Nel senso che non
abbiamo uno status giuridico tale che ci garantisca nel
caso in cui tentiamo di bloccare un borseggiatore che
compie il reato sotto i nostri occhi». Insomma, i custodi
sono spesso testimoni del degrado ma la loro capacità di
contrastarlo è molto limitata. Al punto che a volte si
sfiora l'assurdo. «Le bande che organizzano i borseggi sono
composte da minorenni ma guidate dai grandi ai quali viene
immediatamente consegnata la refurtiva. Quindi un nostro
eventuale intervento può avere anche conseguenze estreme.
Come l'aggressione da parte dei capibanda ai custodi troppo
diligenti, oppure, nel caso si blocchi un minorenne che
abbia già consegnato il malloppo, anche una possibile
denuncia per sequestro di persona» aggiunge Journo.
Le
norme, insomma, secondo la categoria, sono vaghe e non
danno un quadro chiaro sul tipo di interventi leciti e su
quelli suscettibili di creare più danni che benefici a chi
lavora nell'area archeologica.
Fin qui la parte
giuridica. Ma, ad avviso dei custodi, anche la normale e
civile opera di prevenzione è messa a repentaglio da una
gestione irrazionale delle risorse, scarse, a disposizione
della Soprintendenza. È il caso delle porte di ingresso ai
Fori. «Ce ne sono troppe. Sei in tutto. A volte aperte solo
per motivi di immagine e di opportunità politica. Come
quelle che collegano l'area al Campidoglio o quella vicino
al carcere Mamertino. Ebbene ognuna di queste deve essere
presidiata da almeno due addetti. Questo significa che su
25 persone in servizio 12 sono ferme ai cancelli e non
possono pattugliare l'area archeologica. Con il risultato
che se è sicuramente più facile fisicamente l'accesso al
Foro, molte zone importanti come la Curia non sono
visitabili per mancanza di personale» conclude il
rappresentante dell'Abc. Insomma oltre al danno anche la
beffa.