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Roma

Il custode c'è ma è «dimezzato»

Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it
I vigilanti ci sono ma sono «dimezzati». In numero certamente, visto che su circa 20 ettari di parco archeologico del Foro Romano, sono in media 25 ogni giorno i custodi incaricati di controllare che i turisti non portino con loro un souvenir «originale» della Roma imperiale.

Dimezzati, però, anche nei poteri di prevenzione. Sì perché, nonostante abbiano un tesserino di pubblica sicurezza rilasciato con tutti i crismi dal ministero dell'Interno, possono intervenire solo se c'è una flagranza di reato. «Ma solo come fossimo normali cittadini - spiega a Il Tempo, Sidney Journo, addetto alla vigilanza del Foro ed esponente della Associazione dei Beni Culturali (Abc)-. Nel senso che non abbiamo uno status giuridico tale che ci garantisca nel caso in cui tentiamo di bloccare un borseggiatore che compie il reato sotto i nostri occhi». Insomma, i custodi sono spesso testimoni del degrado ma la loro capacità di contrastarlo è molto limitata. Al punto che a volte si sfiora l'assurdo. «Le bande che organizzano i borseggi sono composte da minorenni ma guidate dai grandi ai quali viene immediatamente consegnata la refurtiva. Quindi un nostro eventuale intervento può avere anche conseguenze estreme. Come l'aggressione da parte dei capibanda ai custodi troppo diligenti, oppure, nel caso si blocchi un minorenne che abbia già consegnato il malloppo, anche una possibile denuncia per sequestro di persona» aggiunge Journo.
Le norme, insomma, secondo la categoria, sono vaghe e non danno un quadro chiaro sul tipo di interventi leciti e su quelli suscettibili di creare più danni che benefici a chi lavora nell'area archeologica.
Fin qui la parte giuridica. Ma, ad avviso dei custodi, anche la normale e civile opera di prevenzione è messa a repentaglio da una gestione irrazionale delle risorse, scarse, a disposizione della Soprintendenza. È il caso delle porte di ingresso ai Fori. «Ce ne sono troppe. Sei in tutto. A volte aperte solo per motivi di immagine e di opportunità politica. Come quelle che collegano l'area al Campidoglio o quella vicino al carcere Mamertino. Ebbene ognuna di queste deve essere presidiata da almeno due addetti. Questo significa che su 25 persone in servizio 12 sono ferme ai cancelli e non possono pattugliare l'area archeologica. Con il risultato che se è sicuramente più facile fisicamente l'accesso al Foro, molte zone importanti come la Curia non sono visitabili per mancanza di personale» conclude il rappresentante dell'Abc. Insomma oltre al danno anche la beffa.









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