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Roma

Storie d'amore, amicizia e sofferenza riscattate da una poesia struggente

Dina D'Isa
d.disa@iltempo.it



Amore, amicizia e sofferenza, tutto vissuto all'insegna del minimalismo contemporaneo. Questo il fil rouge dei film premiati nella seconda edizione della Festa del Cinema.
A partire da "Canvas" dell'italo-americano Joseph Greco, che ha vinto come miglior lungometraggio, nella sezione Alice nella città.

Il film - ispirato all'infanzia del regista - colpisce al cuore, grazie alla forza e alla capacità di reagire che trova una famiglia in seguito alla grave malattia della madre. E che dire di "Hafef" di Abolfazl Jalili (premio speciale della Giuria Cinema), storia sulla dualità dell'amore nei confronti di Dio e della comunità di un uomo che si oppone al fanatismo della religione con struggente poesia. E persino il cinese "Li Chun" di Chang Wei Gu esprime l'onirica sofferenza di un'artista frustrata (Jang Wenli -premio migliore attrice) che sogna di diventare una cantante lirica e interpretare un'opera a Pechino. E infine, "Into The Wild" di Sean Penn - premio nella sezione Premiere - racconta la radicale trasformazione di un uomo ricco che brucia i suoi soldi e va a vivere in territori indicibili, come l'Alaska, sino a quel punto di non ritorno dove pulsa il cuore di una natura immensa, simbolo di libertà e amore. Mentre il personaggio di Rade Serbedzija, in "Fugitive Pieces" di Podeswa, rievoca con coraggio e umanità i drammi della Shoah nella Polonia martoriata dai nazisti.









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