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Roma

Controluce

Marco-Giulia Così vicini e così lontani


Carlantonio Solimene
Non si erano mai incontrati dal vivo e la prima occasione è servita all'inizio per punzecchiarsi, ma, in seguito, per scoprire sorprendentemente di avere molte opinioni in comune. Marco Travaglio, il giornalista «fustigatore» dei potenti, e Giulia Bongiorno, l'avvocato che ha difeso nel processo per associazione mafiosa Giulio Andreotti, ieri si sono sfidati verbalmente andando oltre i temi del convegno.

La Bongiorno ha accusato Travaglio di far parte di una categoria sempre pronta a sbattere in prima pagina i nomi degli indagati, ma poi restia a pubblicarne le eventuali assoluzioni. Travaglio, dal canto suo, ha attaccato senza mezze misure il disegno di legge di Clemente Mastella su intercettazioni e atti giudiziari. Un provvedimento - definito «liberticida» - votato alla Camera dei Deputati anche dal gruppo di An, di cui la Bongiorno fa parte. Il cronista e l'avvocato, però, si sono trovati completamente d'accordo sulla frequente imprecisione delle notizie giudiziarie riportate dai giornali. «Non si possono confondere - ha protestato la Bongiorno - informazioni di garanzia con condanne definitive». «E' vero - ha ribattuto Travaglio - spesso sulla stampa c'è approssimazione, ma è stata la corruzione dilagante a far sì che giornalisti sportivi, politici o economici si dovessero occupare anche di processi e intercettazioni». Marco Travaglio e Giulia Bongiorno hanno chiesto in coro una giustizia più veloce che avvicini almeno un po' l'andamento lentissimo dei processi ai tempi quasi istantanei della notizia. E, tra la sorpresa generale, dopo gli interventi si sono seduti accanto in platea come due vecchi amici.









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