In esposizione anche quattro disegni inediti del
grande Modì (in totale sono dieci) e quattro statue che
testimoniano gli influssi dell'arte negra nell'artista. Poi
una serie di documenti tratti dagli Archivi Legali di
Modigliani che illustrano momenti della vita del bohemien e
l'entusiasmo con cui, in quegli anni, fu accolta la
scoperta dell'arte primitiva, comprese le immagini dello
studio di Guillaime ricostruito nel Museo de l'Orangerie a
Parigi. A proposito: gli Archivi di Modigliani, che per
precisa volontà degli eredi, sono stati trasferiti per
sempre nella Città Eterna sono ancora in cerca di una sede
definitiva. Si tratta di 6000 documenti (diari, primi
cataloghi di mostre, oggetti appartenuti al grande
livornese ecc.) raccolti negli anni dall'archivista
Christian Parisot.
Ma parlavamo di chicche: ebbene in
mostra si potranno ammirare sculture di arte negra, mai
viste prime, provenienti dalla collezione di Vincenzo
Moggi. «Risalgono tutte all'epoca delle colonie
francesi-britanniche - dice Moggi - caschi per danze,
maschere, statue votive per la fertilità, feticci. Sono
statue che provengono da una vasta area, la Costa degli
Schiavi, che introducono nell'occulto. Sono oggetti
vissuti. La maschera è tale quando ha veramente danzato».
In particolare colpisce la maschera-abito scaccia spiriti
«I resuscitati», collocata all'ingresso, che proviene dal
Golfo di Guinea, luogo di antropofagia. I resuscitati fu
voluta dai vecchi del villaggio per ripristinare la
giustizia tra tribù litigiose. Per prenotare la visita
gratuita contattare Palazzo Taverna al numero 06 98262200.
Aperta fino al 23 novembre.