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Roma

Il caso

Al Tar le nomine degli undici presidenti dei parchi regionali


Antonio Sbraga
Il prossimo 22 novembre il Tar del Lazio si pronuncerà sulla legittimità delle nomine degli undici presidenti dei parchi regionali. Lo ha deciso ieri il Tribunale amministrativo del Lazio, accogliendo le eccezioni sui vizi di forma evidenziate dai legali della Regione sulle modalità delle notifiche effettuate (ora verranno inoltrate di nuovo), ma rinviando all'udienza del 22 l'esame del ricorso presentato da Maurilio Cipparone, già presidente dell'Agenzia regionale parchi sino al 2004 ed escluso dalla tornata di nomine del marzo scorso.

«Desidero solo che venga rispettata la legge secondo la quale per la nomina dei presidenti è previsto un curriculum preciso con competenze ambientali ed esperienze specifiche. Io - dice Cipparone- ritenevo di averne, dopo vent'anni al servizio del settore parchi della Regione, e infatti sono stato da poco nominato dal Ministero dell'Ambiente nel direttivo del Parco del Circeo, mentre nel Lazio mi sono state invece preferite candidature di funzionari di banca o dipendenti ministeriali. Niente di personale con loro, ma andrò fino in fondo proprio per tutelare la gestione delle nostre aree protette». «Non credo si faccia un buon servizio all'ambiente agitando cavilli legali - replica Filiberto Zaratti, assessore regionale all'Ambiente - noi abbiamo effettuato le nomine secondo i criteri di professionalità e competenza previsti dalla legge. Per la prima volta nella storia della Regione tutti i candidati sono stati selezionati attraverso un bando di evidenza pubblica e il Tar avrà modo di verificarlo».









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