Ana è una ragazza, amante dalla
pittura, posseduta da «una memoria ancestrale femminile»
che fa sì che in lei convivano donne morte appartenute al
mito più antico e ai simboli della reincarnazione. In
realtà Ana è solo una ragazza di 18 anni che ama la pittura
e che vive con il padre in una sorta di singolare grotta
con vista mare. Notata da una mecenate (Charlotte Rampling)
andrà a Madrid per scoprire insieme ad altri artisti
protetti dalla Rampling, quanto il suo destino sia
singolare. Inizierà per lei un viaggio che la spingerà a
scoprire attraverso l'ipnosi la vita di donne morte
tragicamente: Ana diventa così il mito femminile del caos e
della creazione.