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Roma

EquivocoIl titolare del terreno: ho avuto l'ok dalla Regione, che al tempo era competente

Centro rifiuti nella Riserva Il magistrato dice no al sequestro

Silvia Mancinelli
Che le cose non stiano sempre come sembrano è cosa certa e spesso non presa troppo in considerazione. A darne prova oggi è l'esito inaspettato e controverso dell'intricata vicenda del centro di compostaggio, in fase di realizzazione all'Infernetto, dissequestrato a sorpresa nei giorni scorsi dopo l'ennesima apposizione dei sigilli da parte della Polizia Provinciale.


Dopo le infinite polemiche, dopo i sequestri e la riapertura del cantiere, dopo le proteste dei residenti e le incursioni dei Verdi, dalla Provincia, dalla Regione e dal Municipio quella che poteva apparire ingenuamente come una «battaglia per la legalità» si è invece rivelata una «guerra alle intenzioni» da un'espressione usata dallo stesso proprietario del terreno e responsabile del progetto in atto.
A raccontare una versione dei fatti inedita, l'altra campana (quella mai ascoltata) è Claudio Casavecchia proprietario degli undici ettari di appezzamento che - per inciso - non sarebbero un'area protetta ma un terreno con vincolo di Riserva. A volerlo vincitore, almeno per ora, di una battaglia iniziata con la prima visione dei pilastri della struttura, è stato il dissequestro dell'area disposto in seguito all'improvviso blitz della Polizia Provinciale effettuato nei giorni scorsi e alla conseguente apposizione dei sigilli.
Sequestro che aveva fatto la gioia di residenti e ambientalisti, e che invece non è stato convalidato dal magistrato. «Ciò che sembra strano - ha dichiarato Casavecchia - è che dopo un iniziale e attento controllo da parte della Municipale e dell'Ufficio Tecnico per verificare tutte le dovute autorizzazioni, questi vengano tenuti in disparte all'atto del sequestro. Ho aspettato 4 anni e mezzo per avere la concessione a costruire un piccolo angolo in un mio terreno di 11 ettari e una mattina sono arrivati dalla Provincia per mettere i sigilli, mandando a casa 20 uomini al lavoro».
Effettivamente la presunta mancanza dell'autorizzazione per le emissioni in atmosfera contestate dalla stessa Polizia Provinciale sarebbe in realtà un'accusa priva di fondamento. Se, infatti, dal 31 luglio scorso tale concessione competeva alla Provincia, prima - e cioè nel momento in cui sarebbe stata richiesta da Casavecchia - era appannaggio della Regione che si era espressa a favore del compostaggio. «Tra l'altro - ha assicurato il proprietario dell'area - la struttura che sta sorgendo sarà a minimo impatto, edificata in legno lamellare e pietra in un terreno con vincolo di Riserva. I permessi li abbiamo chiesti e ottenuti nel massimo rispetto di tutto l'iter».









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