Dopo le infinite polemiche, dopo
i sequestri e la riapertura del cantiere, dopo le proteste
dei residenti e le incursioni dei Verdi, dalla Provincia,
dalla Regione e dal Municipio quella che poteva apparire
ingenuamente come una «battaglia per la legalità» si è
invece rivelata una «guerra alle intenzioni» da
un'espressione usata dallo stesso proprietario del terreno
e responsabile del progetto in atto.
A raccontare una
versione dei fatti inedita, l'altra campana (quella mai
ascoltata) è Claudio Casavecchia proprietario degli undici
ettari di appezzamento che - per inciso - non sarebbero
un'area protetta ma un terreno con vincolo di Riserva. A
volerlo vincitore, almeno per ora, di una battaglia
iniziata con la prima visione dei pilastri della struttura,
è stato il dissequestro dell'area disposto in seguito
all'improvviso blitz della Polizia Provinciale effettuato
nei giorni scorsi e alla conseguente apposizione dei
sigilli.
Sequestro che aveva fatto la gioia di
residenti e ambientalisti, e che invece non è stato
convalidato dal magistrato. «Ciò che sembra strano - ha
dichiarato Casavecchia - è che dopo un iniziale e attento
controllo da parte della Municipale e dell'Ufficio Tecnico
per verificare tutte le dovute autorizzazioni, questi
vengano tenuti in disparte all'atto del sequestro. Ho
aspettato 4 anni e mezzo per avere la concessione a
costruire un piccolo angolo in un mio terreno di 11 ettari
e una mattina sono arrivati dalla Provincia per mettere i
sigilli, mandando a casa 20 uomini al lavoro».
Effettivamente la presunta mancanza dell'autorizzazione
per le emissioni in atmosfera contestate dalla stessa
Polizia Provinciale sarebbe in realtà un'accusa priva di
fondamento. Se, infatti, dal 31 luglio scorso tale
concessione competeva alla Provincia, prima - e cioè nel
momento in cui sarebbe stata richiesta da Casavecchia - era
appannaggio della Regione che si era espressa a favore del
compostaggio. «Tra l'altro - ha assicurato il proprietario
dell'area - la struttura che sta sorgendo sarà a minimo
impatto, edificata in legno lamellare e pietra in un
terreno con vincolo di Riserva. I permessi li abbiamo
chiesti e ottenuti nel massimo rispetto di tutto l'iter».