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Roma

Il blocco del reparto per la tragedia paralizza la produzione: via 4 dipendenti su 5

Ancora guai per Simmel Difesa Dopo l'esplosione i licenziamenti

Stefano Gelsomini
Per l'80% dei dipendenti del sito di Colleferro, Simmel Difesa chiederà la Cassa integrazione speciale per il blocco della produzione dopo la tragedia di martedì scorso costata la vita a Roberto Pignalberi.
La notizia trova conferma in ambiente sindacale dopo l'audizione mattutina al Senato - presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sugli infortuni - dei vertici dell'azienda, dei sindacati e degli inquirenti e la visita a sorpresa della Commissione stessa all'impianto di Colleferro.


«Simmel ha chiesto la Cassa integrazione speciale per i suoi dipendenti - afferma Antonio Tiribocchi, segretario Filcem Cgil - e l'operazione dovrebbe riguardare circa l'80% dei lavoratori. Per questo tipo di eventi è prevista la Cassa integrazione ordinaria. Perché l'Azienda spinge per quella speciale? Perché in attesa del dissequestro dell'area e della ricostruzione del reparto, Simmel non esternalizza quel tipo di produzione, permettendo agli altri reparti di lavorare? La situazione non è chiara, spero che venerdì Simmel fornisca spiegazioni in merito». Il reparto 5029 dove è avvenuta l'esplosione produce «la materia prima che serve a buona parte dell'altra produzione, ora ferma» conclude Tiribocchi.
Qualche ora prima si era svolta in Senato l'audizione degli organi preposti alla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro e, per conoscere se negli ultimi tempi siano state effettuate verifiche sul regolare svolgimento della delicata attività di fabbricazione delle armi e degli esplosivi, l'audizione si è conclusa con la visita «a sorpresa» del sito.
«Temo che non ci siamo interrogati abbastanza su quanto è accaduto - dichiara al termine della visita il senatore Franco Turigliatto, segretario della Commissione - la fabbrica è sicura, ma qualcosa non ha funzionato, altrimenti non ci sarebbe stata la tragedia. E ciò potrebbe ripetersi. Stiamo lavorando affinché questo non accada in futuro. Abbiamo chiesto all'azienda di fornirci il numero esatto dei lavoratori sia interinali che a tempo indeterminato. Abbiamo osservato che i poteri dei Rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza sono ancora limitati».









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