Uno
spettacolo che unisce in maniera mirabile la passionalità
della storia di amore e morte della Carmen con la vitalità
e l'effervescenza unica dell'isola caraibica. Uno
spettacolo di pura energia che narra le avventure della
bella sigaraia Carmen e dei suoi amanti Don Josè e
Escamillo, da non perdere per conoscere un nuovo teatro
musicale.
È un'opera coraggiosa quella che
l'Associazione Movimiento Latino presenta al Teatro
Sistina. Tramutare, infatti, un must della letteratura
mondiale come la Carmen in un musical latino americano è
oltraggioso sul piano ideologico, ma sicuramente
emozionante e originale sul piano pratico. A ribaltare la
storia e renderla un mix di salsa, bachata e reggaetòn è un
gruppo di validissimi artisti cubani che operano da mesi
sul territorio italiano (la base è il Ganas de Mar di
Torino, considerato «la casa di Cuba» per antonomasia) e
che ben spiegano la qualità dell'arte canora e ritmica
dell'isola caraibica. Due ore di spettacolo, coloratissimo,
aggressivo, allegro e coinvolgente. Un gesto d'arte molto
particolare che rappresenta un vero e proprio fiore
all'occhiello per l'Ambasciata Cubana in Italia, che per la
circostanza ha invitato al Sistina l'intera diplomazia
mondiale che risiede nella Capitale. Si tratta di un
prodotto talmente diverso che non può non suscitare
l'attenzione di chi ama le cose «finalmente» nuove.
La
coreografia è affidata a Eduardo Rosillo, figlio della
«voce» dello spettacolo più importante di Cuba (Eduardo
Rosillo anche lui). La regia è invece del torinese Fulvio
Crivello. In altre parole si tratta di uno spettacolo di
confine, in cui la tradizione letteraria si intreccia con i
ritmi latini così in voga negli ultimi anni. La nuova
versione della Carmen strizza l'occhio alle tendenze della
musica contemporanea, così concentrata sui ritmi
latinoamericani.