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Roma

Una giovane rumena prigioniera di un connazionale nel suo alloggio-tugurio

Quindici anni, sequestrata e violentata per cinque giorni

Silvia Mancinelli
Bloccata e imbavagliata in un letto per impedirle di muoversi, di urlare, e violentata ripetutamente per ore. Cinque lunghi giorni di prigionia, di abusi, insulti, calci e pugni. Sotto gli occhi della madre del suo stupratore, complice nel proprio silenzio.


Quando Nadia (è un nome di fantasia), rumena, ha deciso di denunciare agli agenti del commissariato Lido quanto subito tra le mura di un appartamento in via Monti di San Paolo, ad Acilia, tremava ancora. Quindici anni, da poco in Italia con una zia, si è fatta accompagnare dalla donna cui è stata affidata dai genitori rimasti in Romania. Il viso tumefatto, un timpano perforato per uno schiaffo dato con violenza ed ecchimosi ovunque. Nadia ha raccontato tutto, tra le lacrime. Si era presa una cotta per un ragazzo di cinque anni più grande, un connazionale residente in quell'appartamento di neanche 100 metri quadri che divideva con altri quindici rumeni, uomini e donne. Di lui, Petrisior Sandu, aveva già parlato per telefono ai suoi genitori. Proprio loro, che forse avevano avvertito qualcosa di sbagliato nel racconto della figlia, le avevano chiesto di non vederlo, ma lei non li ha ascoltati. Si è lasciata convincere dal ventenne ad andare in casa con lui. Le è bastato poco per rendersi conto che quel ragazzo era in realtà un violento, ma a quel punto era troppo tardi. Quando ha provato ad allontanarsi è stata picchiata a sangue, denudata e violentata senza sosta, legata e imbavagliata. E così è rimasta per giorni mentre la madre del ragazzo, T.S. di 40anni, vedeva e taceva. Un'agonia durata cinque giorni fino a quando Nadia è riuscita a fuggire tornando dalla zia. Portata all'ospedale Grassi è stata refertata con dieci giorni di prognosi.
L'altra notte il blitz nell'appartamento in via Monti di San Paolo. Tra i rumeni stipati in quei 100 metri tramezzati e subaffittati dalla proprietaria, una rumena in seguito denunciata, gli agenti del dirigente Rosario Vitarelli hanno trovato anche lo stupratore, arrestato con l'accusa di violenza carnale e sequestro di persona. Denunciata per favoreggiamento la madre del ragazzo che ha tentato di reagire ai poliziotti.









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