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Roma

Nostra Signora di CoromotoFolla silenziosa per l'addio al ciclista massacrato da due rumeni

L'addio a Moriccioli: «Ciao papà, Roma ti saluta»

Grazia Maria Coletti
g.coletti@iltempo.it
Giulia non c'è. Alla nipotina di Luigi Moriccioli hanno risparmiato il funerale del nonno. Ma quando Roberta, la figlia del ciclista massacrato da due rumeni, legge la poesia in romanesco scritta dal padre per la nascita della nipote, che ha due anni e mezzo, è come se fosse in chiesa anche la bambina.


«C'avevo er sole e non l'ho mai guardato, c'avevo le stelle e non l'ho mai contate, c'avevo er mondo e non l'ho mai girato, c'avevo un gran vuoto, ma sei arrivata tu, e l'hai riempito» legge Roberta da un foglio, serena come nei 60 giorni di agonia del padre, dopo l'agguato sulla pista ciclabile della Magliana il 17 agosto. E con queste parole, scritte da un uomo che viveva per la famiglia, la figlia di Moriccioli strappa l'applauso alla platea, composta e silenziosa, che ieri a mezzogiorno nella chiesa Nostra Signora di Coromoto, ha salutato per l'ultima volta il dirigente ospedaliero sessantenne.
È stato l'unico momento di clamore ad un funerale dove ci saremmo aspettati di tagliare la rabbia a fette. E invece c'era silenzio nella grande parrocchia di viale dei Colli Portuensi, il «viale delle rapine», dove due settimane fa i residenti avevano manifestato per la prima volta nella storia del quartiere. Chi si aspettava lacrime ha visto solo compostezza. Anche se questa morte «è assurda». Lo dice anche il prete dal pulpito, don Stefano Gaddini che «è una morte non naturale», «dovuta alla violenza insensata». Ma la figlia di Moriccioli riesce lo stesso a parlare di perdono. «Da mo' che li abbiamo perdonati - dirà alla fine della messa la ragazza -, ma oggi non è questo quello che conta».
«Ciao papà, Roma ti saluta». Il senso del cordoglio di Roma è scritto su un lenzuolo appeso alla serranda di un negozio chiuso. A mezzogiorno la salma di Luigi arriva in chiesa, seguita dai familiari, la moglie Gabriella e le figlie Roberta e Floriana e da una schiera di amici e conoscenti, gente del quartiere venuta per porgere l'estremo saluto al loro concittadino. All'ingresso della chiesa la corona di fiori del Comune di Roma ieri rappresentato dagli assessori all'Ambiente e alle Politiche Sociali, Dario Esposito e Raffaela Milano. Seduti tra le prime file anche rappresentanti di An e FI. Il coordinatore laziale e commissario romano di Forza Italia Francesco Giro, il presidente della Federazione romana di An Gianni Alemanno, il consigliere comunale di An Sergio Marchi ed i consiglieri municipali di An Fabrizio e Augusto Santori. Arriva anche Piergiorgio Benvenuti, che ha seguito le operazioni di sgombero della baraccopoli nelle vicinanze della pista maledetta. E ci sono anche gli amici ciclisti di Luigi Moriccioli, rappresentanti del coordinamento dell'associazione ciclistica ambientalistica di Roma e Lazio che, simbolicamente, hanno parcheggiato le loro biciclette all'ingresso della chiesa. «Siamo qui per esprimere il dolore della città e per stringerci attorno a questa famiglia così duramente colpita» ha dichiarato Raffaela Milano.
Fotoservizio Gmt









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