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Roma

Rocca di PapaDomenica raptus di follia del ragazzo che soffre di disturbi psichici

Giovane geloso della madre accoltella all'addome il patrigno

Michela Galuppo
«Sono io. Sono qui». Affacciato alla finestra un trentaduenne di Roma ma residente a Rocca di Papa attendeva che i poliziotti lo andassero a prendere per arrestarlo dopo che aveva accoltellato all'addome il patrigno: non poteva più accettare la relazione che aveva con la madre, era geloso di quel rapporto.

I fatti si sono verificati nella serata di domenica. Erano circa le 21.15 quando al 113 veniva lanciato l'allarme per un accoltellamento a Rocca di Papa. A sirene spiegate i poliziotti del Commissariato di Frascati sono partiti per giungere a destinazione e, al loro arrivo, non hanno dovuto cercare molto per trovare il responsabile che si è autodenunciato. Gli agenti hanno raggiunto l'appartamento e hanno ascoltato dall'aggressore come erano andati i fatti. Questi non solo ha spiegato di aver accoltellato il patrigno all'addome e ha condotto i poliziotti nella sua stanza dove il coltello usato allo scopo di uccidere era conficcato su una parete, ma ha anche ammesso che quel gesto era premeditato. A quel punto ai poliziotti non è rimasto altro che sequestrare l'arma del delitto e arrestare M.A. trentaduenne per tentato omicidio.
Nel corso dell'interrogatorio, svoltosi presso gli uffici del Commissariato, questi ha pure dichiarato che erano diversi giorni, tre per la precisione, che pensava di uccidere quell'uomo: non poteva accettare che vivesse con sua madre. Dopo aver raccolto le testimonianze dell'aggressore gli agenti hanno raggiunto l'ospedale di Marino dove è stato ricoverato A.P., quarantottenne vittima dell'accoltellamento. Per lui la situazione non era proprio delle migliori: era necessario un intervento chirurgico perché la ferita era molto profonda e correva il rischio di perdere la vita. I poliziotti hanno chiesto alla madre dell'aggressore di seguirli in Commissariato.
Lì la donna, disperata per quanto accaduto, ha spiegato che il figlio da oltre dieci anni soffre di disturbi psichici ed è in cura presso il CIM di Frascati. Il trentaduenne già in passato si sarebbe reso protagonista di percosse ai danni dei propri congiunti. Una volta aveva picchiato il padre causandogli la rottura di alcune costole. Ma anche la madre e le due sorelle non erano state immuni dalle sue "sfuriate". In nessuno dei casi però i sui cari lo avevano denunciato, forse se lo avessero fatto domenica sera il suo patrigno non avrebbe rischiato di rimanere ucciso. Il trentaduenne ora si trova nel carcere di Velletri e dovrà rispondere dell'accusa di tentato omicidio.









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