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Roma

I genitori dei bambini coinvolti nel caso-pedofilia chiedono le dimissioni della dirigente: «Non ha allontanato le maestre indagate»

Rignano, la preside nella bufera

NON SI PLACANO le polemiche a Rignano Flaminio dopo l'inchiesta per presunti abusi ai danni di decine di bambini della scuola materna, culminata lo scorso 12 ottobre con la perquisizione della struttura da parte dei carabinieri di Bracciano.

Mercoledì sera, nel corso di una infuocata riunione organizzata dall'Agerif, il comitato dei genitori della cittadina, le famiglie hanno richiesto a gran voce le dimissioni della preside dell'istituto comprensivo «Olga Rovere» Loredana Cascelli, colpevole a loro dire di non avere allontanato o sospeso i dipendenti della scuola indagati dalla Procura di Tivoli e di avere mantenuto un atteggiamento di chiusura e di scarsa sensibilità nei confronti della loro difficile situazione. «Ho agito in modo corretto, sono solo un capro espiatorio» si è difesa la dirigente, ribadendo di non avere alcuna intenzione di abbandonare la sua carica nè di agire in alcun modo nei confronti di insegnanti o personale non docente, in una fase delle indagini ancora prematura. Una posizione - unita alla compattezza del Collegio dei docenti dell'«Olga Rovere» attorno ai colleghi coinvolti nell'inchiesta - che ha scatenato la furia dei genitori: «Siamo isolati, chi pensa ai nostri figli?» hanno violentemente protestato in molti. E non sono serviti a placare gli animi nè l'auspicio del sindaco Ottavio Coletta - che già in passato aveva preso le distanze dalla Cascelli - a «ripristinare un clima di normalità e di buon senso nella città», nè gli interventi dell'inviato del ministero Fabio Iodice e dell'ispettore della Pubblica istruzione Pino Lauri, che lo scorso 21 novembre aveva effettuato un sopralluogo nella scuola del paese. I funzionari non hanno potuto che ribadire come, in nome dell'autonomia scolastica, poco si possa fare da Roma di fronte a una deliberazione del collegio dei docenti. «Stiamo valutando attentamente tutti gli elementi - hanno comunque affermato a margine della riunione - per giudicare se ci sia o meno incompatibilità ambientale tra il personale della scuola e la città». Una condizione che però, almeno per le diverse decine di genitori convenuti nel teatro «Il Paladino», sarebbe già evidente: «Cosa aspettate a intervenire - ha apostrofato una madre i due ispettori - Forse che succeda ancora qualcosa di brutto in città?». A gettare altra benzina sul fuoco Elisabetta Vecchi dei servizi sociali comunali, che ha affermato di avere ricavato i dati sulle assenze dei bambini (molti dei quali tenuti a casa dai genitori ormai da mesi) solo dal numero dei buoni-mensa, poichè «la preside non è stata collaborativa nel fornire informazioni». Clima rovente, insomma, a Rignano, a molti mesi dalle prime denunce (a oggi sarebbero una cinquantina). E mentre ci sono iscritti all'Agerif che affermano di essere stati oggetto di minacciose telefonate anonime e di danni alle carrozzerie delle automobili, si susseguono le voci su un «noto personaggio della televisione nazionale, che in passato avrebbe anche partecipato a programmi per l'infanzia», residente nei dintorni, che sarebbe implicato nelle indagini dei carabinieri. Indagini che - a detta del sindaco Coletta - sarebbero a una svolta.









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