Mercoledì sera, nel corso di una infuocata riunione organizzata dall'Agerif, il comitato dei genitori della cittadina, le famiglie hanno richiesto a gran voce le dimissioni della preside dell'istituto comprensivo «Olga Rovere» Loredana Cascelli, colpevole a loro dire di non avere allontanato o sospeso i dipendenti della scuola indagati dalla Procura di Tivoli e di avere mantenuto un atteggiamento di chiusura e di scarsa sensibilità nei confronti della loro difficile situazione. «Ho agito in modo corretto, sono solo un capro espiatorio» si è difesa la dirigente, ribadendo di non avere alcuna intenzione di abbandonare la sua carica nè di agire in alcun modo nei confronti di insegnanti o personale non docente, in una fase delle indagini ancora prematura. Una posizione - unita alla compattezza del Collegio dei docenti dell'«Olga Rovere» attorno ai colleghi coinvolti nell'inchiesta - che ha scatenato la furia dei genitori: «Siamo isolati, chi pensa ai nostri figli?» hanno violentemente protestato in molti. E non sono serviti a placare gli animi nè l'auspicio del sindaco Ottavio Coletta - che già in passato aveva preso le distanze dalla Cascelli - a «ripristinare un clima di normalità e di buon senso nella città», nè gli interventi dell'inviato del ministero Fabio Iodice e dell'ispettore della Pubblica istruzione Pino Lauri, che lo scorso 21 novembre aveva effettuato un sopralluogo nella scuola del paese. I funzionari non hanno potuto che ribadire come, in nome dell'autonomia scolastica, poco si possa fare da Roma di fronte a una deliberazione del collegio dei docenti. «Stiamo valutando attentamente tutti gli elementi - hanno comunque affermato a margine della riunione - per giudicare se ci sia o meno incompatibilità ambientale tra il personale della scuola e la città». Una condizione che però, almeno per le diverse decine di genitori convenuti nel teatro «Il Paladino», sarebbe già evidente: «Cosa aspettate a intervenire - ha apostrofato una madre i due ispettori - Forse che succeda ancora qualcosa di brutto in città?». A gettare altra benzina sul fuoco Elisabetta Vecchi dei servizi sociali comunali, che ha affermato di avere ricavato i dati sulle assenze dei bambini (molti dei quali tenuti a casa dai genitori ormai da mesi) solo dal numero dei buoni-mensa, poichè «la preside non è stata collaborativa nel fornire informazioni». Clima rovente, insomma, a Rignano, a molti mesi dalle prime denunce (a oggi sarebbero una cinquantina). E mentre ci sono iscritti all'Agerif che affermano di essere stati oggetto di minacciose telefonate anonime e di danni alle carrozzerie delle automobili, si susseguono le voci su un «noto personaggio della televisione nazionale, che in passato avrebbe anche partecipato a programmi per l'infanzia», residente nei dintorni, che sarebbe implicato nelle indagini dei carabinieri. Indagini che - a detta del sindaco Coletta - sarebbero a una svolta.