A circa un mese dall'inizio dell'inchiesta della Procura di Tivoli sui presunti casi di abusi su minori nella scuola materna della cittadina alle porte di Roma, le famiglie dei bambini hanno deciso di fondare un comitato per far sentire la loro voce ed essere più forti nel dialogo con le istituzioni. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Bracciano, ma intanto la neonata Associazione Genitori Rignano Flaminio vede la luce oggi nel teatro «Il Paladino». All'associazione hanno aderito finora trentacinque persone tra le quali, spiega un genitore, anche quei diciassette che avevano sporto denuncia alle autorità. Il caso era scoppiato il 12 ottobre scorso, quando i carabinieri avevano perquisito la materna della cittadina, ascoltando tra l'altro alcune maestre e il personale non docente dell'istituto e irrompendo in alcune ville del circondario. Nel mirino dei militari - si disse all'epoca - anche un personaggio che lavora in una tv privata. L'ipotesi che circolava in città nei giorni delle perquisizioni era che i bambini venissero fatti uscire dalla scuola da una porta secondaria e portati altrove, dove si sarebbero consumati gli abusi. Secondo quanto si apprende da indiscrezioni raccolte da alcuni genitori, gli indagati sarebbero per ora sei; mentre i bambini coinvolti nell'inchiesta sarebbero stati visitati in un ospedale della Capitale. Alcune madri, apprendendo il referto dei medici, sarebbero state colte da malore. Secondo le stesse voci infine, alcuni bambini avrebbero addirittura riconosciuto alcuni giocattoli rinvenuti nel corso delle perquisizioni dei carabinieri. Le indagini insomma sarebbero già a buon punto. Il sindaco Coletta, che ha messo a disposizione il teatro comunale per l'incontro, ha affermato ieri di avere «ottime ragioni per affermare che il caso potrebbe essere già chiuso entro Natale». Allo sconcerto del paese il primo cittadino aveva reagito, due giorni dopo le perquisizioni, invitando le famiglie alla calma e a mandare i propri figli a scuola. Un appello che però sarebbe caduto nel vuoto: «Alcuni bambini sono stati mandati a Riano, altri a Civita Castellana - confida un genitore - altri ancora dalle suore di Faleria, mentre a Castelnuovo sono arrivate 15 richieste. Molti bimbi, invece, vengono ancora tenuti a casa». L'altra contromisura del primo cittadino era stata quella di potenziare la sicurezza della scuola, dando disposizioni per cambiare le serrature dell'edificio installando contemporaneamente un sistema di telecamere. Il monitor di controllo, spiega ancora il sindaco, sarà attivo già oggi.