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L’ordinanza

Parnasi favoriva i politici. Parola di pm

Il Gip: "Finanziava i partiti per realizzare gli interessi del gruppo". Gravi accuse ma il suo entourage lo difende. Storia di un imprenditore rampante

"Corruzione come asset di impresa", le accuse della Procura al "sistema" Parnasi

Cambiare per restare uguali a se stessi. La seconda Repubblica ha lasciato il posto alla terza, la politica è diventata 2.0., al Governo sono saliti due leader populisti. Per i magistrati ci sono cose, però, che in Italia non mutano mai: come la corruzione che permea chi sta al potere. Anzi, con la crisi economica, ci si accontenta di poco per vendere la propria funzione pubblica. «Un modello di corruzione sistemica – spiegano i pm romani Paolo Ielo e Barbara Zuin – insensibile ai mutamenti politici e istituzionali», che si concretizza in tangenti «pulviscolari».

Per la procura lo spiega con parole ancor più eloquenti l’imprenditore Luca Parnasi, che, dopo lo stadio della Roma, aveva in progetto di costruire quello del Milan. «Io spenderò qualche soldo sulle elezioni...che poi con Gianluca vedremo come vanno girati ufficialmente coi partiti politici. Anche questo è importante perché in questo momento noi ci giochiamo una fetta di credibilità per il futuro. Ed è un investimento che io devo fare, molto moderato rispetto a quanto facevo in passato, quando ho speso cifre che manco te le racconto...Però la sostanza è che la mia forza è che alzo il telefono e...». Non serve molta fantasia - lasciano intendere gli inquirenti - per capire come si conclude la frase di Parnasi, omissata nell’ordinanza...

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